VIDEONEWS & sponsored

(in )

CISL MEDICI – TRENTINO * PIANO VACCINALE: PAOLI, « L’APPROVVIGIONAMENTO AI MEDICI DI FAMIGLIA NON È EFFICACE, NON CI SONO PUNTUALI DISTRIBUZIONI »

Capillarità e aumento delle vaccinazioni sono le fondamenta per una corretta attuazione del Piano vaccinale nazionale e, nel nostro piccolo, provinciale. Ciò non sta avvenendo coinvolgendo tutti gli attori a tutti i livelli.

L’approvvigionamento ai medici di famiglia del Trentino non è efficace e non ci sono puntuali distribuzioni, nonostante il monitoraggio costante del fabbisogno e delle forniture da parte nostra per via telematica.

La distribuzione nei territori più lontani non avviene direttamente nella sede degli ambulatori dei nostri medici che, anzi, vengono obbligati a scendere in pianura per rifornirsi, chiudendo momentaneamente il proprio ambulatorio. Non ultimo l’esempio da una valle afferente a Mezzolombardo o da quella afferente a Cavalese.

Per non parlare dell’Alto Garda e Ledro e delle vaccinazioni antiinfluenzali.Ma quello che è peggio, e che non è accettabile, è che una volta persa un’ora di viaggio e di attesa nei centri di rifornimento, si trovano ad avere come risposta una sottrazione di dosi rispetto a quelle concordate a livello contrattuale, mentre da due settimane non sono più riforniti neppure degli aghi necessari per iniettare il vaccino. Senza parlare dei dispositivi di protezione personale, dell’adrenalina, dell’alcool, dei cerotti, dei guanti in lattice, a totale nostra spesa nel solo Trentino.

Possibile, quindi, che al posto delle 33 dosi contrattualizzate settimanalmente ai medici di famiglia, ad oggi siano state ridotte a solo 11 dosi settimanali di Astra tenuto presente che in tutta Italia ai mmg vengono consegnate anche le fiale Pfizer per gli over 80 e le Moderna, senza obbligare i cittadini,in mancanza di mezzi o parenti propri, ad andare in giro per la propria regione?

L’obiettivo per raggiungere l’immunità di gregge nella nostra provincia sarà perseguibile solo onorando i contratti della medicina generale, onorando le persone che debbono rimanere nei pressi delle loro abitazioni, e tenendo fede alle dosi promesse e pubblicizzati dalla parte pubblica su tutti i quotidiani e nelle conferenze televisive.

Il criterio di una campagna efficace, ha detto il Commissario straordinario nazionale, è il controllo e la gestione accentrate e l’esecuzione decentrata.

In Italia, ad oggi, sono state somministrate 5 milioni di dosi per 7,6 milioni ricevuti nel mese di marzo,su un totale di 14 milioni consegnate nel primo trimestre.

Che ci venga ipotizzato da Trento che sono rimasti senza dosi? Che fine fanno tutte le altre che arrivano in Trentino? Perchè ci viene imposto un procedimento burocratico fatto di enormi dispendi di tempo dietro a moduli da riempire inutilmente o viaggi inutili che fanno desistere i nostri medici da vaccinazioni impossibili?

La misura è piena. I medici di famiglia non possono preparare liste di prenotazioni di duecento persone che li previlegiano, piuttosto che andare da Mattarello a Tonadico, nei propri studi vicino alle abitazioni degli anziani, se poi, a stretto giro di posta, la parte pubblica non li rifornisce come previsto dal contratto.Ciò crea disagio nei professionisti, malumore nei nostri pazienti, sfiducia in tutti.

Non ci interessa sapere se arrivano o no i farmacisti. Ci interessa immediatamente sapere se le dosi per i medici di base ci sono o no, fino alla fine della campagna; e se i contratti vengono o no onorati prontamente. Senza se e senza ma.

 

*
Dott. Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino