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CISL MEDICI – TRENTINO * PERSONALE RSA: « PER ESSERE CONVOCÀTI DELLA PAT QUANTO DOVRANNO ASPETTARE I NOSTRI MEDICI-RSA, TRATTÀTI COME CARNE DA MACELLO E NEPPURE PRESI IN CONSIDERAZIONE »

Veniamo a sapere per interposte persone, e solo dalle pagine della Stampa, che c’è stato un confronto tra la parte pubblica, i datori di lavoro dei nostri medici all’interno delle RSA, i sindacati del personale del comparto, ma manca e non sono stati affatto invitati i sindacati a cui sono iscritti i medici, coordinatori e clinici assistenziali delle RSA, nè ieri nè mai prima di ieri.

Quanto ancora dovranno aspettare Cisl medici/Asccor, settore RSA, per essere convocati anch’essi e discutere sulle stesse tematiche del personale del comparto, ma anche sulle tematiche espressamente richieste dai nostri medici di RSA, che invece vengono trattati come carne da macello e neppure presi in considerazione in tutto questo tempo?

Esistono Spes ed Upipa, categorie datoriali, esistono le categorie di comparto, ma esiste anche il settore dei medici convenzionati nelle RSA medesime che non fanno capo a tali comparti, nè ai datori di lavoro ,nè alla Assessorato alla salute e politiche sociali, bensi alla parte nobile delle RSA: quella che senza aiuti tiene in piedi le stesse RSA.

Di costoro facciamo finta che non esistano? Eppure la situazione delle 56 RSA della nostra provincia è stata da subito oggetto di grande preoccupazione per i nostri medici,consapevoli delle pluripatologie degli ospiti,ma anche della inesistente esperienza di come gestire una simile epidemia prima, pandemia poi.Ci riferisce un nostro iscritto che, dopo avere inviato i primi pazienti sospetti covid19 in ospedale,se li è visti rimandare indietro dall’APSS; alcuni non hanno mai visto nè un infettivologo, nè un epidemiologo nè un igienista,inizialmente, venire in loro supporto all’interno delle RSA, ed hanno dovuto affrontare problemi insormontabili con gli ospiti che vedevano morire senza possibilità di intervenire, i parenti che chiamavano anche di notte, i molti contagi di cui sono rimasti affetti loro stessi, senza poter contare su alcuna indennità in quanto convenzionati e liberi professionisti.

Hanno dovuto subire ordini di entrare al lavoro per non perdere contratti” capestro”, laddove non avevano DPI idonei dall’inizio forniti dai loro datori di lavoro, nè mascherine chirurgiche per oguno degli ospiti che avevano sotto la loro responabilità; hanno dovuto subire l’ingresso di parenti e visitatori nelle RSA sulle decisioni del dott.Ruscitti che unilateralmente, senza contattare neppure in videoconferenza i direttori sanitari,contrariamente a quello che ha dichiarato ieri, ha scelto la via da seguire.Non hanno potuto parlare i propri delegati sindacali nè con APSS nè con l’Assessorato alla salute rappresentato da Ruscitti e dall’Assessore Segnana, che non li ha mai incontrati e tranquillizzati.Hanno fatto solo una videoconferenza, molto tempo dopo senza la presenza del dott.Ruscitti.

Inizialmente non hanno avuto a disposizione nè FFP2,nè guanti,nè kit specifici per la gestione del contagio,perchè all’inizio sottovalutato a livello provinciale ed aziendale o mancante il materiale.Mentre il Comparto riferiva ad un tavolo con Provincia,UPIPA e Consorzio dei Comuni, le OOSS dei medici delle RSA non sono mai state invitate a partecipare ad alcunchè e neppure ieri,l’Assessore Segnana, ha sentito il bisogno di convocare le suddette OOSS dei medici di RSA e l’Associazione Asccor che rappresenta molti di loro, al contrario degli Assessori precedenti, in primis Zeni e Rossi attraverso la sua Direttore Generale Ferrario.

Non solo e non ultimo, la Giunta, nonostante a parole continui a dichiarare i medici del territorio eroi, nei fatti vorrebbe tutto questo a costo zero per medici che attualmente prendono in media 2 euro per due minuti per posto letto al giorno fino ai 4 euro per due minuti per posto letto al giorno per ospiti a elevata intensità di cure tra cui non rientrano neppure i Covid19 positivi delle RSA?

Sarebbe ora di valorizzare i profili medici dei Coordinatori di RSA registrati in provincia nell’albo corrispondente, da un punto di vista economico e giuridico,che langue da decenni,aumentare i parametri assistenziali,togliere gli odiosi due minuti di assistenza per ospite al giorno e retribuirli mensilmente per le 38 ore di tutti gli altri medici,garantire loro una costante fornitura di DPI,considerando le FFP2 giornaliere normali strumenti di lavoro, sanare il budget oramai sforato che riferisce all’ossigeno per gli ospiti inserito insieme ai medicinali.Soprattutto, in questo periodo, il riconoscimento di lavoro usurante ai fini pensionistici..Magari anche il bonus di cui si parla tanto in Provincia per i sanitari che hanno lavorato in questi ultimi due mesi in prima linea.Vale a dire una contrattazione vera e propria anche con questa categoria “fantasma” che in realtà ha su di se tutta la responsabilità interna di una RSA dal punto di vista medico.Onoriamoli e non insultiamoli con un oblio senza fine.Perchè, se progettare insieme il futuro si può con datori di lavoro,organismi politici, OOSS del comparto, ancor di più si deve con le OOSS dei medici e coordinatori di RSA del Trentino.

 

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Dott.Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino/Asccor del Trentino