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CISL MEDICI – TRENTINO * DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE: « SOLO GARANTENDO LA SALUTE A TUTTI I NOSTRI OPERATORI SANITARI AVREMO LA SPERANZA DI POTER SALVARE LA POPOLAZIONE TRENTINA »

Siamo basiti, offesi, delusi delle dichiarazioni fuori luogo del dott.Bordon, che arriva ad affermare che “E’ vero che un certo numero dei nostri lavoratori è stato colpito dalla malattia, ma è anche vero che in un certo numero di situazioni questo è avvenuto per le situazioni esterne al lavoro”, mentre sa benissimo quanti, di che tipo e chi ha consegnato i DPI a tali lavoratori, medici e non.

Sono settimane che i medici, infermieri e operatori sanitari sono al “fronte” nella battaglia decisiva contro il COVID19, e per giunta senza o con inadeguati dispositivi di protezione individuale, considerati necessari per non rischiare la loro vita e quella dei loro pazienti, alcuni dei quali, purtroppo quella vita l’hanno persa; senza per questo tirarsi indietro nonostante le mancanze organizzative-gestionali della APSS da lui diretta, che dimostrano una filiera di comando piena di vulnerabilità, scaricata solo sui dipendenti e sui convenzionati medici dell’APSS di Trento.

A questo punto non si può che invitare il dott.Bordon a fare un passo indietro, ad andare personalmente non solo in videoconferenze stampa, ma tra gli ammalati, presso gli studi dei medici di medicina generale, che lo accoglieranno senza mascherine a norma, dei pediatri di libera scelta, presso i poliambulatori dei distretti, dove lavorano senza FFP2 pure gli oculisti e gli otorino, e presso gli Ospedali, colmi di pazienti Covid19 o sospetti tali, ad aiutarci a visitare e curare i cittadini con i DPI invisibili e razionati forniti.

Noi medici, fortunatamente contagiati dall’ammirazione dei nostri cittadini trentini che non mancano occasione per farci sentire la loro vicinanza, sappiamo che l’art.32 della Costituzione sono loro, non certo quelli che, come il dott.Bordon, continuano a tormentarci su procedimenti disciplinari interpretati fuori dai nostri contratti, (saliti a tre nella convenzionata) nei confronti di personale stressato che lavora ugualmente senza tirarsi ma indietro, ma con priorità sulle urgenze vere, dove le stesse Commissioni non si potranno mai riunire, dove terrorizzando i più giovani non si può poi meravigliarsi se non vengono e dobbiamo scovare i pensionati.

Solo garantendo tranquillità a coloro che sono in prima linea, e la salute a tutti i nostri operatori sanitari, con i fatti e non con le parole avremo la speranza di poter salvare la popolazione trentina, ascoltando anche le parole del Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Trento, che non è un pensionato da invitare, ma un valido libero professionista in attività da prendere ad esempio, piuttosto che considerarne”ovvie” le sue parole perchè per l’Istituto superiore di sanità è una scelta che non ha logica.

”Abbiamo pagato fornitori in anticipo per dare materiale che ci deve ancora arrivare “non è una risposta sufficiente quella di Bordon, se comparata a quella, nelle stesse ore, del Direttore sanitario aziendale, dott.Benetollo, che aveva riferito che i dispositivi li stanno comprando a qualsiasi prezzo senza gara. Una filiera di comando piena di vulnerabilità, per l’appunto!

Ci auguriamo, quindi, che il Direttore Generale si scusi pubbicamente con tutti gli operatori sanitari per queste parole, tenendo presente che le sue parole indirizzano verso una difesa strenua del suo operato; quasi volesse escludere sin da ora ogni malattia professionale?

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino