In riferimento a quanto accaduto ieri sera, dalle 20 alle 22, in una sala contenente circa 130 o più persone accalcate in spazi ridottissimi, con tutte le sedie occupate e tutti gli spazi dei corridoi laterali zeppi di medici convenzionati del territorio trentino, obbligati per quanto riguardava i medici di assistenza primaria, ad arrivare fino lì per poter avere la consegna di un kit contenente una singola maschera FP2 e mancante addirittura degli occhiali di protezione per il viso nel pacchetto consegnato; con altri 230 medici di famiglia rimasti nelle valli lontane se non per una diretta streaming, per esigenze di servizio, a cui non è stato consegnato ancora alcun kit nè per la propria sicurezza personale nè per i loro pazienti da consegnare nei loro ambulatori, dopo che nel pomeriggio era arrivata una ordinanza del Governatore di non concentrarsi in tali luoghi.

Cisl medici fa presente che ha diffidato ulteriormente la APSS in sala ed alla presenza del Presidente Fugatti e della Assessore Segnana, e quest’oggi per pec, per non aver ancora dotato i nostri professionisti, dalla prima segnalazione del 30 gennaio ad oggi, di dispositivi per la protezione individuale che garantiscano con certezza, nei confronti dei nostri pazienti, la continuità del servizio pubblico a livello di prevenzione e sicurezza il più possibile uniformi su tutto il nostro territorio.

Chi fra i medici di assistenza primaria si è recato al Distretto di Rovereto, questa mattina, ad esempio, si è sentito rispondere che non hanno DPI e FP2 per loro, come del resto sono stati esclusi quelli di molte valli laterali.

I medici di assistenza primaria, tutt’ora in 230 senza mascherine e protezioni personali da 25 giorni, sono a contatto con tutti possibili infetti da coronavirus fino a prova contraria, data la sintomatologia sovrapponibile all’influenza.

Occorre assolutamente dotare i lavoratori e le lavoratrici medici dei dispositivi a suo tempo promessi e mai consegnati loro, individuali, di prevenzione, in relazione alla tipologia del lavoro svolto ed evitare,soprattutto nei presidi sanitari dei nostri territori montani e cittadini, che la mancanza dei presidi comprometta l’efficacia dei servizi e metta a rischio le persone interessate.

Abbiamo chiesto al Presidente ed agli astanti che ci informassero di come i nostri medici collocati in quarantena, in mancanza di mascherine FP2, ed a contatto soprattutto nelle valli da migliaia di turisti in vacanze dal Lombardo Veneto, magari residenti nelle attuali zone rosse,devono comportarsi, dal momento che se siamo ammalati ci paghiamo personalmente l’assicurazione privata ma la nostra non contempla tale evenienza epidemiologica nè ci vengono pagate ferie,quarantene o supplenti se manchiamo. E mancano attualmente anche i supplenti.

Nessuno ci ha dato alcuna risposta, lasciando soli i nostri operatori al loro destino, in una emergenza tale,soprattutto quelli che attualmente hanno segnalato casi sospetti nelle nostre valli.

Registriamo quindi un grave ritardo nella predisposizione di misure e strumenti di prevenzione e tutela che va rapidamente colmata.

Ci aspettiamo che fin dal prossimo intervento del Presidente Fugatti, egli dia una risposta positiva all’insieme degli aspetti critici da noi segnalati innumerevoli volte all’Azienda e alla Direzione Generale del Dipartimento Salute dell’Assessorato alla salute di Trento.

In caso contrario dovremo ovviare alla mancanza di protezione attivandoci presso le istituzioni per far prevalere con altri mezzi istituzionalmente preposti tali nostre prerogative essenziali alla salute dell’intera popolazione trentina.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino