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CISL MEDICI * TENTATIVO CONCILIAZIONE AL COMMISSARIATO GOVERNO DI TRENTO: PAOLI, ” NONOSTANTE LA MEDIAZIONE DEL PREFETTO PER SCONGIURARE LO SCIOPERO, L’APSS HA POSTO UN MURO INSUPERABILE “

Si è svolto nella tarda serata di ieri il tentativo di conciliazione presso il Commissariato del Governo per la provincia di Trento, atto a scongiurare lo sciopero aziendale, unico nella storia del Trentino dal 1978 ad oggi, a cui si vede costretto il sindacato di maggioranza assoluta della Medicina generale per le decisioni unilaterali prese dall’Azienda sanitaria in contrasto con l’accordo collettivo di lavoro.

Nonostante la encomiabile pazienza ed opera di mediazione del nuovo Commissario del Governo, dottor Sandro Lombardi, che ha invitato in diversi modi a considerare il contenuto delle osservazioni presentate da parte sindacale meritevoli di attenzione, ci siamo trovati dinnanzi ad un muro insuperabile, posto da parte del dottor Bordon, Direttore generale aziendale, irremovibile anche sulla solo proposta di posticipare di pochi giorni l’apertura della pseudo aggregazione, voluta fortemente dall’ex assessore Zeni, motivandola -fra l’altro- con l’asserito invio di 30.000 lettere ai cittadini di Trento in questi ultimi giorni.

Ricordiamo che, se così fosse e se abbiamo ben capito, con l’invio anticipato rispetto alle decisioni di Giunta provinciale di Trento, di una enorme mole di lettere, dal 27 dicembre i cittadini di Trento del bacino di utenza di Trento Sud non deciso in Comitato, potranno andare presso pochi medici di base, non più contrattualizzati con un rapporto fiduciario medico-paziente, di viale Verona dalle 8 alle 20

. Tali pochi medici, in violazione della contrattazione collettiva provinciale e nazionale, avrebbero a disposizione, “espropriati illegalmente”, i dati sanitari di altri 16 medici che non avrebbero dato il consenso per trattare a loro insaputa i dati presenti nei propri computer personali.

In Commissariato è stato chiesto, almeno, di sospendere o posticipare l’apertura di questa pseudo aggregazione per i numerosi vizi nella procedura di costituzione e nei requisiti di composizione, ma l’opposizione del dottor Bordon è stata netta ed ha aggiunto che in caso di scioperi avrebbe garantito i servizi con personale dipendente in violazione del diritto costituzionale di esercitare questa forma di protesta.

Anche negli altri due punti, inseriti nello stato di agitazione, non vi è stata alcuna apertura o margine di trattativa.

Noi attenderemo fino alla mezzanotte del 26 dicembre, che il Presidente della Provincia di Trento abbia un sussulto di sensibilità e comprenda che così si fa solo il male della medicina generale, dei cittadini trentini e si azzerano i diritti dei Comitati aziendale e provinciale, deputati istituzionalmente alla trattativa tecnica ed alla interpretazione del contratto nazionale ben prima delle delibere di Giunta.

Abbiamo dato mandato ai nostri legali di accertarsi quanto sopra presso il Giudice del lavoro d Trento, e se la ragione prevarrà, i medici inseriti in viale Verona potrebbero aver problemi per il personale, le attrezzature e i locali di cui usufruiranno.

Qualora la parte pubblica rimanesse sulle sue posizioni iniziali, saremo obbligati ad iniziare una stagione di azioni di lotta a difesa del nostro lavoro, delle nostre prerogative, dei nostri diritti inalienabili.

Subito dopo il 27 dicembre verranno fatte le dovute comunicazioni con il calendario degli scioperi che si susseguiranno nel mese di gennaio, a partire dalla seconda settimana in poi. Nel frattempo interverrà anche lo sciopero della dirigenza medica.

Abbiamo dato indicazioni a tutti i nostri medici di base di chiudere tutti gli ambulatori secondari a pagamento nelle valli, qualora l’Azienda imponesse anche a quei medici l’obbligo di inserimento nelle aggregazioni con l’apertura incondizionata anche dell’ambulatorio secondario. Non era questo che aveva ipotizzato il Presidente Fugatti in campagna elettorale che ha sbandierato la necessità dei servizi valligiani vicino ai cittadini!

Ci auguriamo che, in piena stagione turistica, migliaia di trentini non siano obbligati, da una politica chiusa al dialogo e priva di capacità interpretativa, a fare ricorso in massa ai Pronto soccorso ospedalieri, data la chiusura per una settimana al mese degli ambulatori medici.

 

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Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino