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CISL FIM – TRENTINO * ISAF STORO: ” STUPORE PER LA RICHIESTA DI INTERVENTO DEL MINISTRO SENZA ALCUN COINVOLGIMENTO PREVENTIVO DEL SINDACATO DI STABILIMENTO “

Nello stabilimento Isaf di Storo (dal 1 luglio formalmente incorporato in Lincoln Electric Italia Srl, gigante americano della meccanica), non si sta al momento facendo cassa integrazione da oltre 1 mese e non ne è prevista nei mesi di luglio e agosto, grazie anche all’incremento dei volumi produttivi registrati nelle ultime settimane a seguito della chiusura dei due stabilimenti tedeschi Isaf di Brielow e Wiesemburg.

Le nuove politiche commerciali, decise dalla multinazionale americana subentrata alla francese Airliquide, hanno prodotto un calo degli ordini a favore dei margini di vendita e generato delle preoccupazioni anche tra i lavoratori e nel sindacato locale.

Stiamo monitorando con attenzione l’evoluzione della situazione, da marzo in costante contatto con il coordinamento dei sindacati dei settori metalmeccanico e chimico presenti nei vari stabilimenti del gruppo.

A fine maggio abbiamo incontrato presso la sede di Confindustria di Padova la direzione generale del gruppo oltre ad aver effettuato vari incontri nella sede locale di Storo, e ci è stato confermato che non c’è al momento alcun programma di ulteriore ristrutturazione produttiva.

Certamente queste procedure rappresentano sempre un’incognita, ma lo stabilimento Isaf di Storo ha raggiunto ottimi risultati di produttività e soprattutto di qualità produttiva negli ultimi anni, grazie anche all’impegno dello staff produttivo e tecnico-amministrativo del sito, come è stato riconosciuto in varie occasioni anche dalla nuova proprietà e questa rappresenta la miglior garanzia che oggi possiamo offrire al lavoro e alle famiglie dei 60 dipendenti dello stabilimento di Storo.

Pur mantenendo sempre massima l’attenzione, riteniamo ci siano le condizioni e le prospettive per un solido futuro dello stabilimento storense e anzi ci auguriamo che la produzione possa ulteriormente crescere creando nuova occupazione nel territorio.

Questo è quanto chiederemo a settembre alla direzione generale, nell’incontro in programma a cui parteciperanno tutte le organizzazioni sindacali degli stabilimenti italiani del gruppo.

Paolo Cagol (Segreteria provinciale Fim Cisl): “onestamente mi ha molto sorpreso che nelle aule parlamentari, deserte nei giorni scorsi mentre si discuteva della vertenza Ilva di Taranto (che coinvolge 20.000 lavoratori e uno dei più importanti settori industriali del paese), ci si sia occupati della situazione dello stabilimento Isaf di Storo.

Sorprende soprattutto perchè all’onorevole Diego Binelli, parlamentare della Lega, o a qualche suo referente locale, sarebbe bastato interpellare il sindacato presente in azienda per avere informazioni più precise di quelle che abbiamo letto sui media locali nei giorni scorsi.

Siamo comunque sempre a disposizione per qualunque tipo di confronto, anche con la politica locale se interessata, che possa aiutare a chiarire la situazione di uno degli stabilimenti storici del comune giudicariense, ricordando però che tra i soggetti coinvolti nelle vertenze industriali, sarebbe sempre bene considerare anche le organizzazioni sindacali coinvolte”.