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CISL FIM E RSU FIM * VERTENZA SICOR – ROVERETO (TN): « MARTEDÌ IL REFERENDUM PER CHIEDERE AI LAVORATORI IL MANDATO A RITRATTARE IL SECONDO LIVELLO DISDETTATO DALL’AZIENDA »

Referendum Sicor per riprendere a trattare. Dopo mesi di sacrifici e mobilitazioni è tempo di superare il muro contro muro inconcludente e risolvere positivamente la vertenza Sicor. Martedì il referendum per chiedere ai lavoratori mandato a ritrattare il secondo livello disdettato dall’azienda. Sicor nel frattempo ha confermato a sindacati e provincia la disponibilità a sospendere la disdetta del contratto nazionale, ma se si tratta pretendiamo la revoca formale.

Non solo scioperi e tribunali tra le opzioni di scelta dei lavoratori e delle lavoratrici di Sicor, molti tra loro chiedono che venga superata la fase di stallo che ormai da mesi impedisce un reale confronto nel merito e sui contenuti della vertenza dopo la disdetta unilaterale della contrattazione di secondo livello e che consenta di capire nel concreto quali siano i rischi e le opportunità di una riscrittura condivisa degli accordi disdettati. Per questo martedì prossimo con un referendum verrà chiesto ai lavoratori di Sicor il mandato per discutere con l’azienda i possibili contenuti e modalità di erogazione di un nuovo accordo integrativo aziendale, il cui risultato verrà condiviso, valutato e votato dai lavoratori con nuovo referendum per l’eventuale validazione e firma. La RSU FIM di Sicor ha voluto spiegare a colleghi e colleghe le ragioni della propria posizione in un comunicato di cui riportiamo a seguito il testo:

I sacrifici dei lavoratori e delle lavoratrici dentro e fuori la Sicor attendono una conclusione positiva della vertenza. Il confronto per la reintroduzione del premio di risultato avviato nel 2019 si è trasformato in scontro con la revoca degli accordi di secondo livello ed è degenerato con la disdetta unilaterale del CCNL e la minaccia di introdurre un nuovo contratto nazionale con minori tutele salariali e normative ed il rischio di aprire le porte ad un sindacato non confederale con cui riscrivere anche gli accordi di secondo livello. Tutto questo è inaccettabile e va assolutamente evitato.

Sarebbe un errore sprecare l’opportunità di riapertura del confronto con la mediazione provinciale e dell’assessore Spinelli e la sospensione della disdetta del contratto collettivo nazionale. Ma questo non ci può bastare, in caso di esito positivo del referendum e di avvio della trattativa, dobbiamo pretendere che l’azienda formalizzi sin da subito e in
Federazione Italiana Metalmeccanici del Trentino modo esplicito il ritiro della disdetta del CCNL.

Chi oggi propone solo di scioperare o di affidare le sorti della vertenza Sicor ad un tribunale, sottraendosi al confronto, non è nelle condizioni di dire chiaramente quale sia il margine di trattativa e il possibile risultato finale di una contrattazione per la riscrittura degli accordi disdettati. Una scelta non è mai una scelta consapevole se non sono note tutte le opzioni realmente disponibili. Una posizione di principio, anche quando giusta e condivisa, non deve mai pregiudicare la concreta salvaguardia dell’interesse salariale, normativo e occupazionale dei lavoratori e non può impedire una obiettiva valutazione dei possibili rischi e delle concrete opportunità in gioco.

Nessuna trattativa è certa in partenza, questo è vero. Ma nessuna trattativa è vincolante a priori e nessun confronto potrà pregiudicare la libertà di decidere se accettarne o meno il risultato, che sarà in ogni caso oggetto di referendum. Nessun lavoratore sarà comunque privato del diritto di procedere individualmente per altre vie se lo riterrà opportuno. Trattare significa semplicemente offrire un’opzione di scelta in più ai lavoratori e alle lavoratrici di Sicor, conservando la possibilità di procedere anche per altre strade se questa non dovesse risultare efficace.

Non è vero il contrario, rinunciare al confronto oggi vuol dire pregiudicare definitivamente la possibilità di farlo domani, esponendosi ai sacrifici certi e ai risultati incerti di una ripresa degli scioperi o agli esiti imprevedibili di una causa legale.

Per questi motivi con il referendum di martedì chiediamo mandato ai lavoratori e alle lavoratrici di Sicor per contrattare con l’azienda la reintroduzione e rimodulazione degli istituti salariali e normativi di secondo livello disdettati, discutendone contenuti e modalità di erogazione che saranno condivisi, valutati e infine giudicati in piena libertà dai lavoratori e dalle lavoratrici di Sicor.

 

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a RSU FIM di SICOR