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CIMITERO ARCO (TN): CIVETTINI, L’ASSUNZIONE DEL PROFUGO GENERA DISCRIMINAZIONI?

(Fonte: Claudio Civettini) – Interrogazione. Arco e manutenzione cimiteri. Alla faccia dei trentini disoccupati, si “assume” un profugo. Pietismo interessato che genera discriminazioni? Quanti i disoccupati residenti nella busa?

Fa scalpore e accende un’improvvida guerra tra poveri, la scelta discriminante che “premia” un profugo alla faccia dei tanti disoccupati o inoccupati trentini, che magari da anni vivono in attesa di trovare una soluzione seppur minima di lavoro, mettendo in discussione anche i criteri per l’accesso ad “Azione 19” che include od esclude, con regole precise.

Ora lo status di presunto profugo, in attesa della sua definizione, se profugo o meno, diventa un titolo di merito prevalente e senza criterio alcuno di selezione e l’amministrazione comunale di Arco, irrispettosa di altre situazioni di disagio presenti anche in loco, premia con annuncio, dimenticandosi i propri residenti, un sedicente profugo che parrebbe in attesa della verifica dello status.

Una politica che genera una disparità incredibile e che è una vera e propria discriminazione nei confronti dei residenti.

A fronte di ciò, ci sembra serio chiedere le ragioni di tale scelta, se vi si possano ravvedere atteggiamenti discriminanti e se vi siano delle regole per accedere a tali “assunzioni benevole” e perché, l’eventuale beneficiario non sia stato messo in una lista fatta anche di italiani e trentini necessitanti altrettanto di un lavoro.

Interessante poi sapere se, con il salario che verrebbe corrisposto, si sospendono le altre elargizioni che fossero semmai corrisposte per vitto e alloggio per quelle persona, così come avviene per ogni trentino coinvolto in “Progetto 19” che a 6,39 euro/ora, senza tredicesima, ferie e TFR, deve rinunciare ad ogni altro sostegno e pagarsi le bollette di affitto, acqua luce e gas!

 

 

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Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

• Se sia a conoscenza che, in accordo con Cinformi, il Comune di Arco, avrebbe coinvolto un sedicente profugo, verosimilmente in attesa della definizione ed eventuale riconoscenza dello status, per la manutenzione dei Cimiteri di Arco e nel caso, quali le ragioni all’origine di tale scelta e se siano state rispettate le regole dell’accesso al lavoro che spettano a tutti i trentini e le regole che determinano l’ammissione al “Progetto 19”, cui molti trentini sono invece esclusi;

• Quanti risultano essere nei Comuni di Arco, Riva, Drò, Drena, Tenno, Ledro, Nago-Torbole i disoccupati o inoccupati residenti e quale sia il costo per ogni comune, dei sostegni erogati dall’ente pubblico in generale, per il sostentamento;

• Quali siano i criteri per i quali si è voluto “premiare”, in questo caso, un sedicente profugo che parrebbe in attesa di definizione del proprio status, con l’assunzione seppur inizialmente temporanea, sorpassando con scelta ad personam, ogni altra graduatoria di aventi diritto;

• Se la corresponsione di quanto pattuito – e di questo se ne chiede l’ammontare – porta all’esclusione di altri costi pubblici per il sostentamento dei sedicenti profughi e nel caso, si sospendono i costi pubblicamente sostenuti per vitto e alloggio e altre disponibilità messe loro a disposizione;

• Se poi nella definizione della pratica di riconoscimento, si dovesse definire semplicemente un “profugo economico” e scappato da nessuna guerra, quali sarebbero i provvedimenti conseguenti ma, soprattutto, perché, in questo caso, prevaricare con arroganza e miopia i diritti dei cittadini i trentini disoccupati o dei nostri giovani inoccupati che devono invece EMIGRARE per trovare il reddito di sopravvivenza;

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

 

Consigliere Claudio Civettini

Civica Trentina