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CIA (FDI) * OSPEDALE CAVALESE (TN): « LA POLITICA HA COMPRESO CHE OCCORRE PARTIRE DA QUEL SEDIME, VALORIZZARE L’ESISTENTE PER GARANTIRE AI CITTADINI SERVIZI EFFICIENTI »

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09.05 - mercoledì 26 gennaio 2022

Nuovo ospedale di Cavalese, Cia (FdI): “La politica trentina ha compreso che occorre partire da quel sedime, valorizzare l’esistente per garantire ai cittadini servizi efficienti”.

Dalla lettura dei quotidiani locali emerge come l’interesse cresciuto nei mesi scorsi attorno alla proposta che vorrebbe il trasferimento e la costruzione del nuovo Ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra in zona Masi di Cavalese pare si stia raffreddando. Questa è sicuramente una buona notizia, sia per la cittadinanza delle Valli dell’Avisio, ma anche per tutti i cittadini della Provincia di Trento che, con una certa apprensione generata dalla forte opacità dell’operazione, stanno seguendo con interesse le vicende legate a questo nosocomio.

Due sono gli indizi che fanno pensare a questo: il finanziamento per la ricostruzione e ampliamento dell’Ospedale di Fiemme ancora disponibile (cosa peraltro ribadita in più occasioni dal Presidente Fugatti) e la notizia relativa allo stanziamento di 1,2 milioni di euro per la riqualificazione immediata del pronto soccorso dell’Ospedale esistente, anche in vista dell’appuntamento con le Olimpiadi del 2026. Scelte diverse, oltre ad essere azzardate e inopportune, certamente avrebbero richiesto tempi più lunghi delle aspettative, anche in virtù dei possibili risvolti legati a ricorsi e ad altri accertamenti amministrativi.

È estremamente significativo che, nel corso della riunione con gli amministratori locali, si sia finalmente riconosciuto il fatto che – qualunque sia la scelta finale – il nuovo ospedale non sarà mai pronto per la kermesse olimpica, alibi a cui eminenze grigie si appellavano volentieri per dire che doveva essere realizzato ai Masi. Un’operazione a dir poco sospetta e dai contorni speculativi, capace di dividere la comunità e contrapporre le istituzioni, ma che non è stata ancora definitivamente disinnescata. Gli appetiti speculativi non si rassegnano, ci provano, si appellano allo spauracchio della pandemia per avallare un ospedale diverso in diverso sedime. È risaputo invece da tutti che la sanità nelle valli arranca non a causa delle strutture, ma per la mancanza di personale medico, infermieristico e Oss oltre che motivazionale. Per garantire servizi efficienti serve personale, non una laica cattedrale sanitaria.

Sicuramente l’operazione ascolto, avviata dal Circolo territoriale di Fratelli d’Italia Cavalese–Valli dell’Avisio a cui ho partecipato anch’io, ci ha visti per molte settimane impegnati nella raccolta firme nelle principali località delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra. Essa ci ha inoltre fatto toccare con mano il fatto che la gente vuole poter usufruire di strutture efficienti, partendo dall’esistente. All’interno della cittadinanza è presente, e negli ultimi mesi si è anche rafforzato, un forte sentimento di attaccamento all’attuale struttura dell’ospedale di Cavalese, realizzato 67 anni fa dalla Magnifica Comunità di Fiemme, che nei decenni è stato motivo di unità dei territori. Se vogliamo evitare lo spopolamento delle valli occorre rafforzare questi servizi sanitari attraverso un efficientamento degli ambulatori e individuando le modalità più adatte ad attrarre e mantenere sul territorio professionisti sanitari in grado di far risaltare la grande qualità degli ospedali decentrati.

 

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Cons. Claudio Cia
Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia

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