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CIA (FDI) * NUOVO OSPEDALE CAVALESE (TN): « DOBBIAMO TRA LA VERITÀ CHE VOGLIAMO RACCONTARE AGLI ALTRI E QUELLA CHE RACCONTIAMO A NOI STESSI »

Nuovo Ospedale di Cavalese, Cia (FdI): Dobbiamo scegliere tra cinismo e verità, tra la verità che vogliamo raccontare agli altri e quella che raccontiamo a noi stessi.

Devo ammettere di aver letto con sincero rammarico l’intervista dell’Assessore provinciale Mario Tonina, pubblicata in data odierna sull’Adige, sul tema del possibile spostamento dell’ospedale di Cavalese.

Da un lato il Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento afferma che “dobbiamo sentire i territori” (i Comuni di “Fiemme, Fassa e Cembra ma non solo” anche le “Comunità e il Comun Generale de Fascia”); dall’altro continua a ribadire più volte nel corso dell’intervista la sua cieca fede nei “tecnici” (“Aspettiamo di sentire cosa ci dicono i tecnici”; “prima ci sono le valutazioni tecniche e poi quelle politiche”; “i tecnici ci dicono che è possibile”) e che “se passiamo un altro anno a discutere anziché a fare diventa difficile” avere un ospedale operativo per le Olimpiadi del 2026.

Chiunque abbia letto questa intervista avrà compreso l’incompatibilità delle due posizioni: ascoltare i territori, ma senza discutere con essi perché non bisogna perdere tempo, tanto ci sono i tecnici.

Ci tengo a ricordare che se il centrodestra nel 2018 ha vinto le elezioni è stato perché siamo stati in grado di recepire il malcontento dei territori, delle valli; delusione, nei confronti dell’allora centrosinistra pseudo-autonomista – che imputavamo ad una politica troppo chiusa negli uffici, china sulle carte dei tecnici, e poco presente sul territorio.

Se ben ricordiamo le soluzioni dei tecnici provinciali (in gran parte riconfermati in questa legislatura), ci dicevano che i punti nascita nelle valli e gli ospedali periferici andavano chiusi, in quanto – secondo le loro statistiche – non erano sostenibili. Chissà come avremmo potuto gestire l’emergenza Covid-19 in assenza di questi presidi territoriali.

Dalla politica ci si aspetta invece che abbia una visione d’insieme della sanità trentina che vogliamo nei prossimi 30-40 anni. Questa visione deve tuttavia originare dall’ascolto, senza inganno, forzature o fretta. Dobbiamo scegliere tra cinismo e verità, tra la verità che vogliamo raccontare agli altri e quella che raccontiamo a noi stessi.

Questo modo di agire dovrebbe essere, a mio modesto parere, caratterizzante per la politica del centrodestra trentino. Solo così potremo operare le scelte migliori per i nostri cittadini.

 

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Cons. Claudio Cia
Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia in Consiglio provinciale