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CIA – AMBROSI – URZÌ (FDI) * DESIGNAZIONE: « OSSANNA ASSESSORE REGIONALE AGLI ENTI LOCALI, LA TRISTE CONTINUAZIONE DELLA POLITICA DEL BARATTO »

Ossanna Assessore regionale, Fratelli d’Italia: “La triste continuazione della politica del baratto e del ricatto”.

La spirale della storia porta al ripetersi di eventi, pur di volta in volta con delle differenze. È così che – ancora una volta – l’intera coalizione di centrodestra trentina è venuta a conoscenza della proposta di designare Lorenzo Ossanna (PATT) Assessore regionale agli Enti locali leggendo la stampa locale il giorno della votazione. Non si vuole in questa sede entrare nel merito della scelta effettuata, piuttosto si potrebbe disquisire sul metodo utilizzato per giungere a questa designazione, un metodo che ha dimostrato la totale incapacità di saper coinvolgere tutte le forze politiche di centrodestra attraverso un lavoro di squadra che sappia valorizzare le competenze e le sensibilità di tutti.

Come peraltro già in troppi casi, il sospetto – diffuso anche tra gli elettori – è che il centrodestra trentino abbia finora saputo valorizzare solamente elementi provenienti dal mondo del centrosinistra, nonostante lo spot elettorale del Presidente Fugatti nel 2018 recitasse che assieme a lui erano “300 candidati, tutti con competenze, professionalità ed esperienze diverse, tutti con un unico scopo, un Trentino migliore”.

Come abbiamo sempre sostenuto, soprattutto in politica, vi è una grande differenza tra la fedeltà cieca che i tifosi riservano alla propria squadra del cuore senza usare la testa e la lealtà che può esercitare chi viene coinvolto fin dal principio in un percorso che porti ad una decisione condivisa. È quindi particolarmente svilente venire a conoscenza dalla stampa di un accordo già sottoscritto, soprattutto per chi – come noi – ritiene che lo spazio della coalizione sia un qualcosa di serio e che non ci si possa limitare – soprattutto su decisioni così importanti – a votare a comando in aula.

È bene che non si cerchi di accampare scuse per la mancanza di informazione in una coalizione che alle elezioni provinciali del 2018 comprendeva – oltre alla Lega – altre otto forze politiche e grazie alle quali è stato possibile vincere e governare tanto in Provincia (senza PATT) quanto in Regione. Non ci si nasconda quindi dietro al fatto che – in Regione – Fratelli d’Italia si trova all’opposizione, perché non si è credibili.

L’accordo, ci teniamo a ribadirlo come ben hanno fatto i quotidiani locali, non è tra PATT/SVP e centrodestra ma tra PATT/SVP e Lega (con molti Consiglieri di questa forza politica che hanno giustamente espresso delle perplessità ancora una volta non sulla persona scelta, ma sul metodo utilizzato). Non si pensi però di andare lontano con gli accordi sottobanco, con la politica del do ut des. Le elezioni amministrative del 2020 ci hanno insegnato che il PATT si trova più a suo agio con il centro-sinistra (si contano sulle dita di una mano i Comuni in cui il famoso “block frei” ha portato ad una collaborazione con il centro-destra). Non si dia per scontato – a seguito dell’elezioni di Ossanna ad Assessore regionale – l’appoggio del PATT alla coalizione di centro-destra nel 2023, perché di tempo ne manca ancora molto. Questa non è strategia, è la triste continuazione della politica del baratto e del ricatto.

Sorprendente infine la posizione del consigliere Dallapiccola: il Patt è blockfrei, ossia fuori da schemi politici di adesione ai blocchi politici alternativi di Centrosinistra o Centrodestra. Una presa di distanza dalla Lega prima ancora dell’entrata in giunta. Come dire: ci terremo comunque le mani libere. In puro modello Svp che governa l’Alto Adige con la Lega ma il Comune di Bolzano con il Pd; si allea alle politiche con la sinistra ma alle europee con Forza Italia. Insomma il Patt prova a seguire l’esempio, mettendo davanti i propri interessi.

 

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Cons. Claudio Cia
Cons. Alessia Ambrosi
Cons. Alessandro Urzì