Pecore morte in Val di Borzago, Cia (AGIRE): La possibile diffusione anche in Trentino delle truffe sugli “alpeggi d’oro” è diventata realtà?/

Il caso della moria di pecore (180 le pecore, provenienti da fuori provincia, decedute fino ad ora) sui pascoli in val di Borzago e le parole del presidente della Federazione allevatori trentini Mauro Fezzi, secondo cui “Questi sono i frutti amari e inaccettabili di certi meccanismi discorsivi del sistema di contribuzione della Pac europea” dimostrano che, quando il sottoscritto alcuni mesi fa poneva la questione della possibile diffusione anche in Trentino delle truffe sui contributi indebiti per i pascoli, i cosiddetti “alpeggi d’oro”, aveva visto giusto.

Nel frattempo – anche ieri – sette aziende agricole di Sondrio, Como e Cremona (cui se ne aggiungono 91, operanti nell’ambito del territorio regionale lombardo, veneto e piemontese) sono finite nei guai per l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Sondrio, Stefano Latorre. I titolari di queste aziende sono ritenuti responsabili rispettivamente dei reati di associazione a delinquere e truffa aggravata finalizzata all’indebito conseguimento di contributi europei.

Da queste inchieste possiamo trarre due immediate conclusioni: l’unica preoccupazione di questi criminali (ormai non più esclusivamente forestieri) è quella di documentare solo cartolarmente il rispetto dei vincoli comunitari, nel totale disinteresse rispetto al mantenimento dei terreni a pascolo in buone condizioni agricole ed ambientali; in secondo luogo emerge il fatto che le inchieste – nel resto d’Italia – partono da chi, per primo, viene danneggiato da questa speculazione, ovvero gli stessi allevatori.

Apprezzo che il Presidente Fezzi chieda alle autorità veterinarie e giudiziarie di andare fino in fondo alla questione, ma credo che ciò non sia sufficiente. Rinnovo pertanto il mio invito agli allevatori trentini a mettere in moto, con le loro denunce, l’inchiesta giudiziaria.

 

*

Cons. Claudio Cia

 

Foto di repertorio (da YouTube)