ACLI TRENTINO - "IO PARTECIPO"

INCONTRO CON VINCENZO PASSERINI, «LA LEZIONE DI GIUSEPPE DOSSETTI»

(diretta video Hd da sede Acli Trento - via Roma)

Diventa davvero difficile astenermi dall’ intervenire ufficialmente in merito a quanto sta succedendo circa la vicenda dei candidati a Sindaco della città di Trento. Ciò che sta accadendo non vorrei fosse un metodo anticipatore anche per altre realtà, e questo non posso accettarlo. Non posso condividere il metodo “margherita” , quello di togliere quotidianamente un petalo, bruciando sulla stampa un candidato al giorno, al di fuori di ogni schema e di ogni metodo, fuori da ogni contesto e logica, se non quello della silenziata faida. Riempirsi la bocca di buoni propositi circa la necessità di porre al centro la persona prima ancora che la politica, e poi ridurre la stessa a carne da macello alla ricerca di posizionamenti favorevoli ad una forza piuttosto che all’altra non mi appartiene. Ma non appartiene nemmeno alla comunità che pretende serietà e rispetto per tutti.

Occorre, fortissimamente, partire dai temi che interessano la città e dalla idea di città che il futuro Sindaco deve avere della stessa. Da questo pensiero di città va individuata la personalità che funga da leva più adatta a declinarne i contenuti.

Gli orpelli ideologici servono a niente, i posizioenti geopolitici sullo scacchiere di una città che chiede concretezza di vedute ancora meno.

E’ altresì chiaro che chiunque ritenga di avere già vinto, e di poter così condurre le danze con la baldanza tipico del ciclista perdente che stacca le mani dal manubrio a dieci metri di un arrivo in volata, non ha compreso per bene la delicatezza del momento e la mobilità dell’elettorato.

Vivendo la città ogni giorno si percepisce la voglia di un cambiamento che, rispetto solo al clima presente alle provinciali del 2018, è diversa ed è voglia di cambiamento ma non al buio. Ritenere di trasferire una sorta di formula nazionale ai problemi della città, magari inoculando nel suo tessuto tematiche paracadutate ad effetto non produrrebbe risultato. E bene ha fatto il Presidente Fugatti a reimpostare in questo senso le comprensibili ambizioni leghiste sul piano di una ricerca di candidati più trasversali, meno targati e più di area.

Il candidato orizzontale, che intercetta le necessità di una più vasta gamma di popolazione, lo dice il termine stesso, è per sua natura dotato di una visione dal maggior orizzonte. E questa è la linea maestra.

Sono convinto che la città abbia urgente bisogno di forte pragmatismo e grande fermezza. Non ha bisogno invece di indulgenza alcuna verso il rischio di una nuova balcanizzazione di un Consiglio comunale di Trento uscente che è stato ridotto, troppo spesso, a transumanze e trasformismi e che per non ridursi allo scioglimento ha imposto compromessi al ribasso e stalli operativi gravi.

Perché ciò non abbia a ripetersi, è necessario che prima del voto il quadro di scelta da offrire alla cittadinanza sia chiaro, definito ed inclusivo. Includere non significa aggregare, non significa accorpare forze fra di loro inconciliabili: significa condividere senza esclusioni aprioristiche tutti gli attori politici appropriati a rispettare contenuti precisi e dichiarati, all’interno di un perimetro politico di seta, per dirla alla Magnago, di ideali accettati.

Trento deve scommettere sul suo ruolo basilare interno all’ Euregio: è sull’ asse del Brennero per contare. Sa di poter giocare le carte immateriali della conoscenza, dell’ Università, della ricerca, dei servizi, solo per citarne alcune, con le quali rigenerare un ruolo alto di capoluogo. Sa di dover recuperare dal degrado una sua periferia troppo distante dagli standard minimi soprattutto in termini di servizi e di qualità dei trasporti.

I temi su cui ragionare sono molti. Ma qui oggi, subito, nelle prossime settimane, rileva la urgenza di un metodo che come dicevo prima riporti i programmi al centro del dibattito.

E su questo il mio appello in particolare è verso quelle forze, non solo partitiche, ma estese al volontariato, alle energie sane e molte volte silenti e silenziate, che dei contenuti operativi fanno la propria cifra distintiva, ad un atto di coraggio e di impegno.

 

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Cons. Claudio Cia