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CGIL TRENTINO* IERI SCIOPERO ALL’EBARA PUMPS EUROPE DI CLES PER LA VERTENZA SULLE PENSIONI

Ieri due ore di sciopero alla fine di ogni turno. Terragnolo (Fiom): ampia adesione alla protesta. Serve cambiare su aspettativa di vita e dare risposte ai giovani. Sciopero ieri all’Ebara Pumps Europe di Cles per la vertenza sulle pensioni. Tanti dei duecento dipendenti si sono fermati per due ore alla fine di ogni turno.

“L’ampia adesione alla mobilitazione è la dimostrazione di quanto sia sentito tra i lavoratori e le lavoratrici il problema pensioni – ammette Manuela Terragnolo, segretaria generale della Fiom del Trentino -. Anche l’ultima proposta del governo, come ribadito dalla Cgil, è ancora insufficiente”.

La partita si gioca sull’aspettativa di vita, il meccanismo di adeguamento automatico va modificato. Attualmente si penalizzano fortemente i lavoratori che hanno cominciato a lavorare giovanissimi: queste persone rischiano di dover lavorare ad oltranza dal momento che non devono solo sobbarcarsi il raggiungimento dei 43 anni di contributi, già troppi, ma conseguire anche il requisito anagrafico per andare in pensione.

“Nel caso dell’industria la questione è ancora più pesante per i lavoratori dal momento che pochissime delle nostre categorie sono ricomprese tra i lavori gravosi o usuranti, cioè quelli che possono usufruire a precise condizioni di un’uscita anticipata. E tutto ciò nonostante siano molte le mansioni usuranti e gravose svolte anche nel nostro settore”, rimarca Terragnolo.

Altro tema particolarmente significativo è quello dei giovani e delle donne, su cui l’esecutivo non ha dato ad oggi nessuna risposta rispetto alla piattaforma sindacale. “Non si può non vedere che il problema delle pensioni non riguarda solo l’oggi. A pagare il conto delle scelte sbagliate sono soprattutto i giovani, ai quali l’attuale sistema non garantisce un assegno dignitoso.

Non c’è nessun passo avanti su una pensione di garanzia. Allo stesso modo non si danno risposte sulle donne, che nell’arco della loro vita lavorativa devono affrontare periodi di discontinuità e farsi carico del lavoro di cura familiare che per l’inadeguata risposta dello Stato e per cultura ricade ancora in gran parte su di loro”.

Fiom andrà avanti in Trentino come nel resto d’Italia con assemblee e mobilitazioni sui posti di lavoro, con l’auspicio che si trovi un’intesa. Gli spazi e il tempo per un accordo sulle pensioni appaiono però stretti.