Da notizie di stampa apprendiamo come sia in corso la definizione di una norma di attuazione per la provincializzazione delle funzioni e degli Uffici della Corte dei Conti e della rispettiva Procura.

Mentre a livello nazionale è tuttora aperta la discussione sul regionalismo differenziato, assistiamo in Trentino Alto Adige all’ennesimo tentativo – mai peraltro accantonato – di introdurre ulteriori tasselli per conseguire la cd autonomia integrale, ancora una volta in un ambito particolarmente rilevante quale il sistema dei controlli sulla legittimità finanziaria dell’operato delle Pubbliche Amministrazioni e sulla responsabilità dei relativi dirigenti e funzionari.

Si ripete dunque una storia ampiamente praticata negli ultimi anni, come per ultimo le deleghe in materia di organizzazione della Giustizia alla Regione Trentino Alto Adige e il tentativo tuttora in corso – poiché previsto espressamente dalla legge di stabilità per il 2014 – della delega relativa alle Agenzie Fiscali.

L’ipotesi della delega nella gestione delle funzioni della Corte dei Conti comporta rilevanti criticità riferite al rapporto tra controllori e controllati e mina l’indipendenza di giudizio e soprattutto di iniziativa dei controllori, subordinandola a dotazioni di mezzi e risorse non più di propria pertinenza ma di pertinenza provinciale. Inoltre sono proprio i funzionari amministrativi coloro cui è spesso delegata la concreta attività istruttoria nei procedimenti acuendo i possibili conflitti di interesse.

Sul piano strettamente contrattuale poi, le esperienze sin qui avanzate – paradigmatica è quella della regionalizzazione dell’Amministrazione Giudiziaria – hanno ampiamente evidenziato la scarsa attenzione verso i lavoratori interessati, con rischio di pesanti sconvolgimenti sia di tipo contrattuale che professionale. Da questo punto di vista, è da sottolineare come la mancanza di politiche assunzionali tempestive per colmare i vuoti di organico, nel determinare l’aumento dei disagi dei cittadini e delle cittadine oltre che degli stessi addetti, può innescare inevitabilmente un consenso a prescindere rispetto a questo tipo di operazioni. Fin qui inoltre tutti i processi di delega avviati si sono caratterizzati per una scarsa attitudine al recupero di efficienza e per sostanziali complicazioni di gestioni e procedure a scapito della regolare attività degli Uffici, dell’adeguamento di mezzi e risorse ai bisogni e del regolare esercizio delle funzioni delegate.

Roma – Trento – Bolzano, 6 giugno 2020

Infine, in relazione al rapporto tra autonomie differenziate e autonomie speciali, è da sottolineare il rischio di un gioco al rialzo che polverizzi la pubblica amministrazione sostituendola con localismi inefficienti, non comunicanti, o addirittura discriminanti tra cittadini stessi di un medesimo Stato.

Per queste ragioni, nel ritenere sbagliato il percorso ipotizzato, affermiamo l’assoluta contrarietà a tale ipotesi e, pertanto, preannunciamo sin d’ora opportune iniziative di contrasto e di mobilitazione per impedire che questo progetto di “diritti ad assetto variabile” o “diritti ad assetto territoriale” possa realizzarsi.

 

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FP CGIL Nazionale FP CGIL Trentino FP CGIL AGB F. Oliverio L. Diaspro A. Hofer