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CGIL FP – TRENTINO * SERVIZI PUBBLICI PAT: « DALLA NOSTRA ASSEMBLEA GENERALE VALANGA SULLA GIUNTA, FUGATTI E SPINELLI BOCCIATI IN TUTTE LE MATERIE »

L’assemblea generale della funzione pubblica Cgil del Trentino ha stigmatizzato ieri, 8 giugno, l’attacco ai servizi pubblici della giunta Fugatti. Il processo di semplificazione e digitalizzazione della “P.A.” trentina che ha in mente questa giunta si traduce in concreto nella denigrazione dei dipendenti pubblici e nella riduzione del perimetro pubblico, con ridimensionamento di diritti e retribuzioni, a partire dallo scippo dei 20 milioni dell’indennità di vacanza contrattuale e dal negare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti pubblici scaduti nel 2018, al preannunciato rientro di personale, disgiunto da verifiche di effettiva necessità di lavoro in presenza e dalla valorizzazione del lavoro agile come modalità ordinaria come tuttora previsto dalle norme, all’aumento degli orari di apertura degli sportelli sino alle 19.30 e anche di sabato in contraddizione totale con una prospettiva di maggiore offerta di servizi con canali info-telematici e l’esigenza di conciliazione dei lavoratori.

Ciò si fa con richiami espliciti al senso di responsabilità che, evidentemente, il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli non ritengono vi sia, perché anche i pubblici facciano sacrifici in questa emergenza al pari del privato, alimentando nell’opinione pubblica trentina un ritorno ai luoghi comuni e agli stereotipi sui dipendenti pubblici, il nuovo nemico da mettere all’indice, secondo consolidato copione che insegue il consenso elettorale.

Tanti gli interventi sui temi della sanità pubblica e della case di riposo, che la pandemia ha fatto emergere quali elementi fondamentali su cui ricostruire diritti e tutele dei cittadini e degli operatori. Le risorse stanziate dal Governo, prima 6,6 milioni con il Cura Italia poi ulteriori 40 milioni con il Decreto Rilancio e, in prospettiva, le risorse dall’Unione Europea, presuppongono la costituzione di un tavolo urgente di discussione per una riforma strutturale del sistema, che non potrà avvenire se non col coinvolgimento attivo delle rappresentanze dei lavoratori.

Ma anche il cosiddetto terzo settore impegnato nei servizi socio sanitari, assistenziali ed educativi in affidamento dagli enti pubblici rappresenta un tema di grave preoccupazione, con le scelte della giunta – ancora una volta senza alcun confronto col Sindacato – che prevedono un riconoscimento parzialissimo dei costi per le attività sospese nell’emergenza se non rimodulate con le singole cooperative ed associazioni, con prospettive di continuità, laddove possibile, degli ammortizzatori sociali e, addirittura, di possibili esuberi appena le condizioni normative consentiranno la mobilità collettiva ora sospesa sino al 17 agosto. Tutto ciò in conseguenza delle riduzioni di risorse rispetto alla fase ante Covid che i singoli enti pubblici pare ipotizzino di mettere a disposizione.

Come pure preoccupano i processi di reinternalizzazione “fasulli”, con cui gli enti pubblici reinternalizzano i servizi ma a parità di personale, con la conseguenza quindi dell’aumento dei carichi di lavoro per il personale interno e la perdita dei posti di lavoro in affidamento-appalto.

L’Assemblea Generale ha concluso i lavori stigmatizzando la necessità e l’urgenza di una ripartenza sul territorio trentino anche di relazioni sindacali corrette e rispettose del ruolo e delle prerogative dei lavoratori e dei loro rappresentati, cosa che questa giunta ha spudoratamente negato.