SENTENZA TAR TRENTO - ORSI DEL TRENTINO

Intervista a Fulvio Rocco, Presidente Tribunale amministrativo regionale

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (22ma puntata format Tv)

Sanità privata: bene il coinvolgimento per le liste d’attesa, ma prima il rinnovo del Ccnl.

Va bene coinvolgere le strutture private convenzionate per smaltire le liste d’attesa accumulate durante il lockdown, come annunciato dall’Assessora Segnana, per dare risposte ai 12 mila cittadini che attendono interventi specialistici. Occorre tuttavia pretendere che le associazioni datoriali cui fanno riferimento queste strutture sanitarie private, prima di ulteriori spazi d’intervento sovvenzionati con denaro pubblico, rispettino gli impegni assunti con i propri dipendenti il 10 giugno e rinnovino il contratto di lavoro.

Dopo 14 anni di blocco contrattuale e 3 anni di trattative complicate, la preintesa del rinnovo del contratto nazionale della sanità privata era stata firmata il 10 giugno scorso. Un obiettivo realizzato dopo un percorso durissimo e complicato, che ha segnato un principio fondamentale, stesso lavoro stesso salario stessi diritti, sia nel settore pubblico che in quello privato accreditato.

Un mercato protetto, che ha realizzato profitti enormi in tutti questi anni e che oggi, di fronte a quanto sta accadendo, pone una volta di più la necessità di una revisione delle regole che hanno consentito che, su un bene universale come quello della salute, si possa continuare a guadagnare. Non solo, ma lo si fa a danno e a discapito di tutte quelle lavoratrici e lavoratori che assicurano con professionalità e senso del dovere i servizi ai cittadini, alla pari dei colleghi della sanità pubblica, tenendoli schiacciati in una condizione retributiva e giuridica regolata da un contratto scaduto da 14 anni.

E’ una vergogna senza pari, che non ammette alibi o attenuanti.

Il 30 luglio scorso, termine ultimo per la sottoscrizione definitiva, le controparti datoriali, Aiop (che fa parte di Confindustria) e Aris (associazione religiosa aderente alla Cei) si sono rifiutate di sottoscrivere l’accordo e di rispettare gli impegni presi. Aiop non ha neanche convocato l’Organismo Direttivo Nazionale, mentre Aris lo ha fatto nei tempi stabiliti e ha formalmente comunicato il diniego della ratifica, con una disinvoltura che in un Paese civile avrebbe dovuto determinare l’immediata revoca di tutti gli accreditamenti.

Un’intollerabile mancanza di rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che nel frattempo nelle assemblee avevano approvato il testo contrattuale sottoscritto nella preintesa del 10 giugno.

Questo venir meno a impegni formalmente presi con le organizzazioni sindacali ma prima di tutto con lavoratrici e lavoratori dediti alla cura delle persone, applauditi in piena pandemia dalle finestre e dai balconi, è un atto di una gravità senza precedenti, che ci spinge verso lo sciopero nazionale. Ci preme sottolineare come questo rinnovo, tra l’altro, pesa per circa il 50% sulle finanze pubbliche, considerato che il Ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni hanno dato la loro disponibilità a coprire il costo contrattuale con l’adeguamento delle tariffe.

Cos’altro occorre ancora concedere a questi Signori – Padroni della Sanità Privata cui tutto sembra essere dovuto?
Per questo chiediamo alla Giunta, al Presidente Fugatti e all’Assessora Segnana, di procedere senz’altro per il coinvolgimento delle strutture private nello smaltimento delle liste d’attesa, non senza reclamare prima e a gran voce il rispetto degli impegni e la firma definitiva del contratto nazionale, chiedendo ai rappresentanti delle strutture sanitarie private presenti in provincia di farsi parte attiva per la conclusione positiva di questa inaccettabile situazione, per restituire ai lavoratori dignità e diritti calpestati da chi pensa di fare un uso distorto delle risorse pubbliche per il proprio tornaconto personale.

La mobilitazione unitaria continuerà nelle prossime settimane sino allo sciopero generale, e anche in provincia di Trento le lavoratrici e i lavoratori faranno sentire alta la propria voce, ma nel frattempo anche la PAT deve battere un colpo, per un concreto sostegno di tutti gli attori in campo – soprattutto quelli istituzionali – affinché si chiuda in fretta questa pagina vergognosa e si restituiscano i diritti calpestati a tutti i lavoratori.

 

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Luigi Diaspro

Segretario Generale Fp Cgil del Trentino