Aumenti al dirigente, solo elogi agli «eroi». «Veniamo a conoscenza dell’aumento, a 130 mila euro, della retribuzione del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti». Così Luigi Diaspro, segretario generale della Fp Cgil del Trentino, che prosegue: «Evidenziamo tutto il nostro stupore per i tempi e i modi con cui si è stabilito questo incentivo. Certo annotiamo che l’aumento può essere giustificato dalla fortissima pressione che l’emergenza sanitaria in atto esercita su tutto il comparto della sanità pubblica. Inoltre il dirigente aveva, nei mesi scorsi, acquisito ulteriori incarichi.

Tutto legittimo e sicuramente giustificato. Ma quale ingiustificata e inaccettabile distanza tra misure a favore di chi dirige e chi è in corsia e nella case di riposo. A partire dalla tempistica. Se c’è questa solerzia, questa tempestività nel riconoscere i grandi sforzi profusi da chi è ai vertici della catena di comando, questo non può portare a scordarsi di chi invece è in prima linea.

Per chi ogni giorno affronta il Covid-19 bardato con dispositivi di protezione individuale non sempre adeguati, finora sono arrivati solo molti elogi e molta gratitudine, ma non si è mai parlato di un tangibile riconoscimento economico malgrado più volte sottolineato dalla Fp Cgil e non solo.

Solo a livello nazionale si sono stanziate risorse ma esclusivamente per implementare i fondi per gli straordinari e per compensare, con un bonus baby sitting, l’impossibilità per gli operatori sanitari di fruire dei congedi parentali straordinari previsti per tutti i lavoratori.

Nulla è si è mosso a livello provinciale. Per questo, se si valorizza l’impegno dei dirigenti, un segnale altrettanto importante va dato ai lavoratori che, altrimenti, al prossimo “siete i nostri eroi” potrebbero legittimamente sentirsi presi in giro.

Ricordiamo che le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata attendono il rinnovo del Ccnl da ormai tredici anni, mentre a livello provinciale è il momento di erogare senza se e senza ma l’una tantum di 5 milioni sul tavolo da anni, il cui utilizzo è ancora vincolato alla chiusura delle code contrattuali 2016/18 e che invece a questo punto andrebbe rapidamente erogata. Ma non solo.

Occorre implementare speciali indennità ad hoc per tutte le professionalità in prima linea per l’emergenza Covid-19, dando maggiore sostanza agli elogi che sono gratis, a personale che si sta letteralmente ammazzando di lavoro e purtroppo ad alto rischio di contrarre il virus».

La delibera con la decisione di aumentare lo stipendio è dello scorso 13 marzo, ma vale retroattivamente dall’inizio del mese. La delibera giustifica l’aumento anche «in considerazione dell’ampliamento della sfera di operatività dell’incarico di dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, che si è esteso ad ambiti di intervento di elevato livello strategico, quale ad esempio l’istituzione della Facoltà di medicina e i rapporti Euregio per lo sviluppo di progetti sanitari di interesse comune».