Tamponi in farmacia: occorrono garanzie per la sicurezza di cittadini e operatori.

La Funzione pubblica Cgil del Trentino, sulla sperimentazione dei tamponi rapidi in farmacia, richiama alla necessità di garantire ai cittadini e ai professionisti coinvolti i livelli di sicurezza che la situazione richiede. Importante il contributo di tutti nell’affrontare la recrudescenza dell’emergenza pandemica, ma confrontandosi con i soggetti coinvolti.

La Fp del Trentino rilancia le preoccupazioni della Categoria nazionale: le farmacie – e gli studi privati dei medici di medicina generale, altrettanto coinvolti dal Ministero – non sono luoghi organizzati per percorsi differenziati Covid, e dunque potrebbero determinarsi rischi seri per professionisti e pazienti, e per tutti coloro che si recano negli studi medici o nelle farmacie per altre evenienze. Avrebbe più senso chiedere a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e a tutti i professionisti sanitari abilitati, anche privati, di dare la propria disponibilità a potenziare l’effettuazione dei test in luoghi dedicati, sanificati, protetti.

In tal modo si potrebbe allargare anche la campagna vaccinale antinfluenzale. «L’intento è di estendere la rete che contrasta l’emergenza, ma di farlo in sicurezza e rendendo certi i percorsi assistenziali. Occorre per questo evitare scelte che avrebbero ricadute ingovernabili, come la chiusura di studi medici per casi Covid che transitano da quegli ambienti o delle stesse farmacie: saremmo a quel punto al caos. Vanno convocati tutti i soggetti coinvolti al tavolo per trovare soluzioni condivise».