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CGIL FP – TRENTINO * CONTRATTO REGIONE E DISPOSIZIONI PER IL PERSONALE GIUDIZIARIO: BLOCCO DELLE TRATTATIVE E DELL’UNA TANTUM

Contratto regione e disposizioni per il personale giudiziario. Blocco delle trattative e dell’una tantum. La pendenza del ricorso giudiziario di un sindacato autonomo (sulla delibera per la rappresentatività 2018), che irrompe sul tavolo regionale e ne mette in dubbio la legittimità, sta producendo i suoi effetti ben oltre il lecito. La parte pubblica, difatti, blocca la trattativa sul contratto regione e sulle disposizioni del comparto giustizia.

A un anno dalla sottoscrizione dei due accordi sindacali per il trasferimento del personale dallo Stato alla Regione, si fermano dunque le trattative per regolare aspetti fondamentali del passaggio, come le progressioni economiche, le indennità e le questioni insorte per alcune categorie subito dopo l’inquadramento, oltre alla prosecuzione del confronto sul rinnovo del contratto della Regione e delle Camere di commercio industria artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano.

La comunicazione è arrivata dalla riunione di ieri, con la controparte presieduta dal professor Bolego e composta dai dirigenti regionali e dal segretario Steiner. Per la Fp Cgil di Trento e di Bolzano, con Luigi Diaspro e Cristina Masera: «Un atteggiamento inaccettabile, che mina alla base i principi democratici fondati sulla certezza del diritto e produce un vulnus insanabile alle prerogative delle organizzazioni sindacali rappresentative che risultano – fino a prova contraria – titolari della contrattazione in quel comparto».

Ma c’è di più, poiché in questo modo si realizza immediatamente l’obiettivo del sindacato ricorrente che non deve neppure attendere la sentenza di un giudice per ottenere ciò che chiede, bloccando la contrattazione per un’intera categoria.

I sindacati presenti hanno espresso, dopo oltre tre ore di confronto, la ferma decisione di voler procedere nelle trattative, senza accettare condizionamenti dal ricorso in atto, fino a mettere per iscritto la propria posizione, a difesa delle proprie prerogative e per dare risposte urgenti ai dipendenti del comparto, che vivono l’ulteriore disagio per questo genere di iniziative e per il comportamento della delegazione pubblica.

Ma ancora non basta. Spiega ancora Diaspro: «Addirittura la delegazione pubblica ha dichiarato di non procedere all’erogazione dell’una tantum di 250.000 euro prevista nell’accordo di giugno 2017, che i dipendenti attendono ormai da 6 mesi, sul presupposto che quell’accordo necessiterebbe di un ulteriore passaggio contrattuale.

Una decisione ancora una volta inaccettabile, che configura un vero e proprio inadempimento contrattuale di cui Fp Cgil chiederà conto, vista anche la grande valenza di un accordo che, con l’incipit politico del presidente Kompatscher, rappresentò il punto di svolta per la chiusura delle complicatissime trattative per il passaggio del personale giudiziario».

Non si può oggi inopinatamente dire che quell’accordo non sia immediatamente esigibile. La Fp Cgil ha dunque abbondonato il tavolo, in segno di protesta per l’inaccettabilità dell’atteggiamento dilatorio e inadempiente della parte pubblica «che mira esplicitamente alla prossima rilevazione della rappresentatività del mese di febbraio 2019, per non adottare alcun atto contrattuale al tavolo composto in base alla delibera impugnata, che fino a prova contraria è legittima e vigente.

Sottolineiamo la gravità dell’accaduto e le conseguenze che si produrranno su tutti i dipendenti, sia quelli già del comparto che quelli giudiziari: decideremo i passi da compiere per contrastare, senza tentennamenti, comportamenti lesivi dell’attività sindacale e chiedere il rispetto degli impegni assunti».