Eremo: premiati gli «straordinari Covid». Cgil: «L’Azienda integri la cassa fino al 100% dello stipendio». La Funzione pubblica Cgil, coi referenti del settore Gianna Colle e Marco Cont, assieme al delegato Andrea Argentieri, ha incontrato i vertici della Casa di Cura Eremo di Arco: una videoconferenza chiesta proprio dal sindacato per verificare la possibilità di trovare un accordo su cassa integrazione e riconoscimento economico al personale. Le persone coinvolte nella «cassa» sarebbero 65, alcune con contratto a termine. Le figure interessate sono amministrativi, centralinisti, operai, preparatori atletici, fisioterapisti eccetera; sono invece esclusi in questo caso oss, infermieri e medici.

«Ci è stato comunicato che, al momento, è difficile fare previsioni su come l’attività chirurgica possa riprendere nel breve periodo, per cui l’Azienda farà ulteriori valutazioni su quanto personale dovrà coinvolgere nella cassa integrazione. Abbiamo comunque chiesto un riconoscimento tangibile dello sforzo fatto in questo periodo, riuscendo a ottenere che lo straordinario effettuato venga pagato con una maggiorazione innalzata dal 30 al 90% per i giorni feriali, e dal 50 al 120% per le ore notturne e nei festivi. Inoltre, per i giorni di marzo durante i quali i lavoratori sono rimasti a casa, a disposizione dell’Azienda senza una comunicazione precisa, la direzione ha comunicato che provvederà a valutare il riconoscimento di 5 giornate di permesso retribuito.

Se si dovesse firmare l’accordo per la cassa integrazione, l’Azienda si è dichiarata disponibile ad anticipare il pagamento, anziché far attendere ai lavoratori l’erogazione da parte dell’Inps. Abbiamo inoltre chiesto che l’Eremo riconosca, nel caso della cassa integrazione, un’integrazione economica che porti il compenso complessivo al 100% della retribuzione normalmente corrisposta. Restiamo ora in attesa dell’approfondimento di cui si diceva e tra qualche giorno si potrà firmare l’eventuale accordo».

Durante il mese di marzo, molti dipendenti hanno utilizzato le ferie residue 2019 e così sarà ad aprile, per chi ancora ne ha. «Va però specificato – spiegano Colle, Cont e Argentieri – che nel decreto legge non è obbligatorio, per i lavoratori, consumare le ferie arretrate prima di poter fruire della cassa; ed è per questo che abbiamo chiesto di lasciare la possibilità ai lavoratori stessi di decidere se usare o meno le ferie arretrate. Inoltre, anche durante il periodo di cassa verranno mantenuti inalterati gli assegni familiari.

Nel breve periodo – continuano – l’intenzione di Eremo è offrirsi come struttura di accoglienza per decongestionare gli ospedali per poi tornare, appena possibile e quando ripartirà l’attività chirurgica piena, a essere un centro di riabilitazione».