CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

Le delegazioni Fp Cgil di Trento e Bolzano, guidate dai segretari generali Luigi Diaspro e Angelica Hofer, hanno incontrato martedì il presidente della Commissione dei dodici Fabio Scalet, come da richiesta d’incontro formulata a seguito dell’assemblea del personale delle Corti di Trento e Bolzano del 23 luglio scorso: l’assemblea si era espressa contro l’ipotesi di revisione delle norme di attuazione per l’istituzione delle sezioni di controllo della Corte dei Conti di Trento e di Bolzano e contro il passaggio del personale alle due province autonome.

Le preoccupazioni dei dipendenti, ribadite al presidente Scalet, riguardano in particolare il conflitto di interessi e la svalutazione delle professionalità dei dipendenti che si realizzerebbero col passaggio, con grave rischio per l’autonomia e l’indipendenza sia della magistratura contabile che dello stesso personale il quale, passando alle dipendenze dell’ente controllato, non potrebbe non subire condizionamenti nello svolgere le proprie attività. Come anche preoccupa la prevista designazione, da parte dei consigli provinciali, di 2 magistrati su 4 della sezione controllo, senza limiti di tempo (5 anni) né una maggioranza qualificata.

Il presidente Scalet ha specificato che la Commissione ha proposto, nell’incontro del 27 luglio, una nuova bozza che non prevede il passaggio del personale statale nei ruoli provinciali ma la possibilità, per le Province, di inviare personale in comando per supportare le attività delle due Corti. La nuova bozza dovrà tuttavia essere ancora discussa col coinvolgimento dei vertici nazionali della Corte dei Conti.

«Riteniamo sicuramente positivo l’aver stralciato la provincializzazione del personale dall’ipotesi in discussione, come chiesto fortemente dai dipendenti e dalle Funzioni Pubbliche Cgil di Trento e Bolzano. Positivo anche il previsto aumento degli organici. Continueremo tuttavia a vigilare affinché non vi siano nuovi strappi che possano rimettere in gioco il destino del personale». Argomentano i due segretari.

Rimangono dubbi sull’istituto del comando nell’attuale formulazione che parrebbe presagire, in concreto e in ogni caso, il prevalente impiego di personale provinciale nelle Corti. Sappiamo bene che, già in questi anni, il personale comandato da altre amministrazioni ha rappresentato la soluzione positiva a una grave carenza di personale statale e, per questo motivo, occorrerebbero soluzioni per la valorizzazione e la stabilizzazione di detto personale. Per i nuovi assetti e in prospettiva, occorrono invece regole, limiti e durata certa per i nuovi comandati, anche per il gravoso ma necessario impegno formativo, così come occorre ribadire che gli obblighi assunzionali e relativi concorsi sono e restano in capo all’amministrazione della Corte dei Conti. Auspichiamo dunque che questa partita si svolga col coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, così come convenuto col presidente Scalet, per trarre occasione dalla vicenda in corso per definire positivamente le tante questioni che attengono il personale – di ruolo e comandato – che in tutti questi anni ha assicurato le funzioni fondamentali che le Corti sono chiamate a svolgere sul territorio per il controllo delle attività delle pubbliche amministrazioni.

Attendiamo aggiornamenti entro la fine del mese. Ai primi di settembre ci sarà presumibilmente una nuova riunione della Commissione.