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Focus: Legge sull'energia

Sicor, l’azienda fa rimuovere gli striscioni dei lavoratori. Fiom: non è così che si ferma la mobilitazione. I lavoratori sono in stato di agitazione e la protesta va avanti.

L’ennesimo “smacco” ai lavoratori Sicor è arrivato nei giorni scorsi: la direzione aziendale ha fatto rimuovere, per due volte, striscioni e bandiere dai cancelli dello stabilimento, come a voler cancellare le testimonianze di una mobilitazione che ormai va avanti da luglio e che settimana dopo settimana si allarga a nuovi stabilimenti metalmeccanici trentini, mentre crescono i lavoratori di altri settori che manifestano solidarietà alle tute blu roveretane.

Per giustificare il proprio atto i vertici aziendali hanno addirittura ritenuto opportuno fare ricorso allo Studio Legale Associato Longo & Barelli di Milano, il quale, in punta di diritto, con tanto di raccomandata, ha spiegato a sindacati e lavoratori il motivo per il quale l’azienda ha ritenuto legittima la rimozione. “Dobbiamo altresì invitarVi alla immediata rimozione di striscioni e bandiere dalla proprietà aziendale, la cui apposizione in prossimità di essa (oltre che all’interno) è evidentemente legittima nel corso dello sciopero, ma ingiustificata allorché lo sciopero non sia in corso. In difetto l’azienda non potrà che provvedere alla diretta rimozione”.

“Ci chiediamo a questo punto se la direzione si è accorta che i dipendenti sono in stato di agitazione permanente dallo scorso luglio e che gli scioperi vanno avanti, con varie modalità, in modo quasi ininterrotto da dieci settimane – spiega Aura Caraba della Fiom del Trentino -. Con questo comportamento assurdo e per noi anche antisindacale Sicor pensa forse di “normalizzare” la situazione in fabbrica o di cancellare la protesta. Non è così, l’indignazione cresce giorno dopo giorno di fronte a chi con un colpo di mano pretende di cancellare 32 anni di contrattazione aziendale”.
Intanto oggi c’è stato un nuovo presidio fuori dai cancelli. E in TWT e Profilerie trentine di Rovereto e alla Demanincor di Spini di Gardolo i lavoratori si sono uniti alla battaglia dei colleghi scioperando per un’ora su ogni turno.

“Nei rapporti azienda sindacato raramente un’azienda toglie da sola dai cancelli le bandiere e gli striscioni dei lavoratori, lo fa il sindacato quando lo stato di agitazione è rientrato e si è raggiunto un accordo. Alla Sicor le cose non stanno ancora così ed è la ragione per la quale le bandiere e gli striscioni torneranno al loro posto”, conclude Caraba.