Cgil Cisl Uil: non è con i punteggi in più alle mamme nei concorsi pubblici che le donne metteranno al mondo più figli.

“A fare la differenza nella scelta di creare una famiglia sono le condizioni e la qualità della vita: il numero di figli è maggiore per le coppie che hanno un buon lavoro, redditi medio-alti e titoli di studio elevati.

È questa una delle lezioni più significative del Festival della Famiglia e da cui tutti, Giunta provinciale in primis, dovremmo trarre insegnamento. Per sostenere la natalità e favorire la formazione di nuove famiglie servono misure strutturali che puntino in primis alla crescita economica sostenibile, alla qualità delle condizioni di lavoro e al benessere.

È in queste condizioni che maturano progetti di futuro”. Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti bocciando, non per la prima volta, l’ipotesi lanciata dal presidente Fugatti di favorire nei concorsi pubblici le mamme.

“Per sostenere la natalità e le famiglie serve un mix di misure strutturali per l’economia, che prevedano sostegno anche economico alle famiglie, che mettano in campo servizi di conciliazione diffusi e flessibili – insistono i tre segretari -.

Non servono di certo le ricette basate sull’effetto annuncio, non solo dalla dubbia efficacia, ma sicuramente illegittime e discriminatorie nei confronti delle donne senza figli e degli uomini. Senza dimenticare che l’occupazione femminile va sostenuta tutta, se veramente vogliamo vedere crescere il nostro Pil”.