SENTENZA TAR TRENTO - ORSI DEL TRENTINO

Intervista a Fulvio Rocco, Presidente Tribunale amministrativo regionale

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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (22ma puntata format Tv)

Sanità. La Provincia si attivi per reperire un numero sufficiente di vaccini antinfluenzali. Cgil Cisl Uil: in ballo c’è la tutela della salute pubblica. Si ampli la copertura gratuita a tutta la popolazione.

“Preoccupa, ma non stupisce l’annuncio di Federfarma trentina secondo la quale non ci sono sufficienti dosi di vaccino antinfluenzale sul mercato. Che la produzione andasse in affanno era prevedibile. Non si capisce dunque l’immobilismo di Provincia e Azienda Sanitaria che adesso devono attivarsi immediatamente per sollecitare una produzione sufficiente a garantire standard di sicurezza per tutta la popolazione. Non possiamo permetterci di farci cogliere impreparati da un prevedibile incremento di contagi con l’autunno”. Lo dicono i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil del Trentino che aggiungono.

“Non ci si può limitare ad ordinare un quantitativo sufficiente di dosi solo per i soggetti over 60 e le persone fragili. Il coronavirus espone tutti a rischio contagio elevato e dunque andava garantita la copertura più ampia possibile, estendo il vaccino a tutta la popolazione – fanno notare Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. A cominciare dai posti di lavoro, dove il rischio di focolai è elevato”.

Per i sindacati, invece, Giunta e dipartimento Salute hanno sottovalutato la questione, senza ragione in una logica di prevenzione di ampio respiro e senza preoccuparsi della carenza di scorte. “L’ennesimo esempio di impreparazione e improvvisazione. Siamo di fronte ad un problema di sanità pubblica ed è la Provincia che deve farsene carico. Il virus non è scomparso e l’epidemia non è alle spalle, serve massima attenzione in vista dell’autunno perché nessuno può permettersi nuovi locdown”, insistono.
Per questa ragione Cgil Cisl Uil hanno chiesto un confronto urgente, intanto in via informale, con l’assessora alla Sanità. A breve la richiesta verrà formalizzata. “Senza un piano di prevenzione articolato che parta dai luoghi di lavoro corriamo un rischio enorme”, concludono i tre segretari provinciali.