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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (20ma puntata format Tv)

 

Nuovo Piano per le politiche del lavoro, mancano le risorse. Cgil Cisl Uil non votano il documento: “Il calo di risorse rende gli interventi più fragili e dà meno certezze ai lavoratori e alle imprese. La giunta trovi i fondi necessari già dal prossimo assestamento di bilancio”.

E’ stato approvato questa mattina, con l’astensione di Cgil Cisl Uil, il nuovo Documento di interventi sulle politiche del lavoro. I rappresentanti delle tre confederazioni hanno scelto di non votare il Piano perché “per la prima volta contiene interventi che non saranno attuabili fin da subito, in quanto dovranno prima essere trovate le risorse per finanziarli”. Un precedente grave e preoccupante per Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Gianni Tomasi, “effetto anche dei tagli di 4,5 milioni di euro operato dalla giunta provinciale sul bilancio di Agenzia del Lavoro. Vuol dire che i lavoratori che hanno bisogno di essere sostenuti e accompagnati per l’inserimento sul mercato del lavoro non hanno certezza da subito. L’assenza di risorse rende tutto più fragile. A questo punto è indispensabile che la giunta provinciale preveda nuove risorse sul fronte lavoro già con il prossimo assestamento di bilancio”.

Le minori risorse, inoltre, hanno portato al blocco di alcuni interventi, in particolare il Reddito d’attivazione (REAL), quella misura sperimentale varata solo in Provincia di Trento per incentivare i disoccupati a trovare un nuovo impiego più rapidamente possibile, sull’esempio di quanto avviene nei Paesi del nord Europa, e il progetto co-manager per le lavoratrici autonome che vanno in maternità.

Nel nuovo documento risulta anche fortemente ridimensionata la staffetta generazionale che, da ora in avanti “sarà attivabile solo per alcune casistiche e in numeri contingentati”. Una scelta che per i sindacati danneggia, in maniera iniqua i lavoratori, in particolare i giovani che potevano avere in questo strumento un’occasione per l’ingresso stabile nel mercato del lavoro.
Le organizzazioni sindacali chiedono, dunque, una revisione degli incentivi fiscali a sostegno della staffetta “Auspichiamo un’apertura dell’imprese a ragionare insieme su riequilibrio tra incentivi ai lavoratori (1,1 milioni) e incentivi Irap alle imprese (3,8 milioni di euro) che usufruiscono di questa misura, in modo da liberare risorse per rafforzare ed estendere nuovamente questo strumento che oggi è fortemente penalizzato dai tagli decisi dalla giunta”, aggiungono i sindacati.

Forte preoccupazione resta anche sul piano delle misure per incentivare l’occupazione stabile dei giovani, soprattutto dei soggetti più fragili. “E’ stata accolta la nostra richiesta di reintrodurre, più avanti, un meccanismo di sostegno alle imprese che assumono giovani, mentre sui tirocini siamo riusciti a limitare la durata per quelli rivolti a giovani qualificati. Su questo fronte ci saremmo aspettati maggiore sensibilità da parte delle imprese”, aggiungono Grosselli, Pomini e Tomasi.

La partita, comunque, per i sindacati non è chiusa. Seppur delusi per il disimpegno della giunta Fugatti sul fronte delle politiche attive del lavoro, Cgil Cisl Uil non intendono restare fermi. “Ci attiveremo in tutte le sedi opportune e con tutte le modalità più efficaci per spingere la giunta ad assumere impegni precisi in vista del prossimo assestamento di bilancio. Devono essere assolutamente trovate le risorse oggi sottratte al lavoro”, concludono.

 

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Michele Bezzi
Segretario Generale
CISL USR Trentino