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CGIL CISL UIL – TRENTINO * POLITICHE INDUSTRIALI: « IL CALO DELLA PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO È LEGATO ANCHE AGLI SCARSI INVESTIMENTI, LA GIUNTA PAT PREVEDA IN QUESTO BILANCIO RISORSE ADEGUATE »

Investimenti. Risorse adeguate per le politiche industriali. Cgil Cisl Uil: il calo della produttività del lavoro in Trentino è legato anche agli scarsi investimenti.
La Giunta non attenda agosto e preveda già in questo bilancio strumenti e risorse adeguate.

“Il calo degli investimenti delle imprese registrato nel corso del 2019 è ancora più preoccupante alla luce della profonda recessione economica causata dalla pandemia che ha oggi come primo effetto una ulteriore drastica riduzione degli investimenti privati. Bene quindi ha fatto il presidente della Camera di Commercio di Trento, Gianni Bort, a lanciare l’allarme su un fenomeno che rischia di rendere ancora più incerta la situazione economica del Trentino e di rallentare la ripresa quando, fin dai prossimi mesi, questa comincerà a manifestarsi in virtù del superamento progressivo della seconda ondata epidemica e quindi della riduzione della pressione sul sistema sanitario locale”. Lo affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil commentando gli ultimi dati analizzati dall’Ufficio Studi di Via Calepina.

Proprio alla luce dei risultati di quest’analisi i sindacati insistono nel sollecitare la Provincia perché metta in campo politiche che stimolino gli investimenti privati, affiancandosi agli stimoli statali legati a processi di digitalizzazione (i ripristinati super-ammortamenti legati a Industria 4.0) e di efficientamento energetico (bonus 110%). “È urgente che la Provincia utilizzi ogni leva possibile per incentivare la spesa per investimenti delle imprese – dicono i tre segretari – soprattutto perché il calo della produttività del lavoro che in Trentino negli ultimi dieci anni è stato più profondo della media nazionale, è dovuto in particolare alla debolezza degli investimenti delle imprese, come ha messo in evidenza recentemente anche Banca d’Italia”.

Oggi la Provincia ha a disposizione una serie di strumenti – gli incentivi economici, gli sgravi fiscali e la domanda pubblica di beni e servizi – su cui impostare un rilancio delle politiche industriali. “Peccato che il bilancio presentato dalla Giunta riduca la spesa prevista per il 2021 proprio su innovazione e politiche di sviluppo per industria, artigianato e PMI. E sarebbe un grave errore dover attendere l’assestamento di bilancio di agosto, come annunciato dall’assessore Spinelli, per stanziare le risorse necessarie a sostenere la ripresa strutturale e non solo congiunturale dell’economia locale. Se così fosse infatti si sposterebbe al 2022 l’effetto di politiche di sostegno agli investimenti, prolungando così il tempi necessari a tornare ai livelli di ricchezza prodotta nella fase pre-pandemia”, proseguono.

I sindacati sottolineano anche la necessità di investire in formazione continua. “Vanno utilizzati tutti gli strumenti utili alla riqualificazione dei lavoratori a partire da quanto stanziato sul fondo nuove competenze da ANPAL. Si può favorire anche in questo modo il recupero della produttività ed è per questo che è fondamentale investire di più su questo aspetto anche da parte delle imprese”.

Cgil Cisl Uil fanno infine notare che “una delle leve più importanti in questa fase, la domanda pubblica di beni e servizi, è quasi interamente in mano alla Provincia. Quindi è fondamentale che in tutti i settori – dalla promozione dell’ambiente all’acquisto di beni, dai servizi sociali e sanitari alle infrastrutture – la Giunta provinciale definisse un piano coordinato per aumentare il tasso di innovazione della domanda pubblica così da stimolare indirettamente un rafforzamento degli investimenti delle imprese locali e i processi di trasferimento tecnologico”.