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CGIL – CISL – UIL TRENTINO * GESTIONE ASSOCIATA SUGLI ALTIPIANI CIMBRI: ” PERSONALE COMUNALE RIDOTTO, MALUMORE ANCHE TRA GLI UTENTI “

La gestione associata tra i Comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna ha messo in seria difficoltà il personale dipendente: i risparmi della riforma istituzionale sembrano essersi tradotti unicamente nella riduzione del numero di lavoratori, da tempo in difficoltà nel garantire un servizio di qualità e, soprattutto, alla ricerca di risposte che dirigenti e politici sembrano non voler fornire.

Fp Cgil (con Patrizia Emanuelli), Cisl Fps (Maurizio Speziali) e Uil Fpl (Andrea Bassetti) hanno riunito nuovamente in assemblea i dipendenti dei tre Comuni e, nuovamente, è stata evidenziata da tutti la situazione sempre più critica legata all’incertezza organizzativa della nuova gestione, dovuta anche alla diminuzione di personale per pensionamenti, dimissioni volontarie e trasferimenti.

Per i tre sindacati: «I risparmi conseguiti con le gestioni associate, nella maggior parte dei casi, sono derivati dal collocamento a riposo del personale e dal blocco del turn-over: si fa cassa sulla riduzione della forza lavoro.

Nulla a che fare, dunque, con efficienza e razionalizzazione. Ovviamente aumenta il carico sul poco personale rimasto. Una condizione resa ancora più pesante da un evidente disinteresse della parte politica e dirigenziale, che sembra non voler affrontare il malessere dilagante».

Da molto tempo i dipendenti non ricevono risposte a qualsiasi richiesta: non si riesce neppure a incontrare sindaci e segretari, anche se le problematiche sono state più volte esposte e messe per iscritto dai sindacati in questi quasi due anni.

«Questo atteggiamento denota non solo assenza di sensibilità per una situazione che sta letteralmente affondando le strutture, ma soprattutto la mancanza di rispetto per le persone che lavorano, da sempre, in maniera propositiva, con passione, dedizione e professionalità».

Il problema ha radici lontane: «Una situazione critica derivante da scelte fatte, fin dall’inizio della gestione associata obbligatoria voluta dal legislatore provinciale, senza un coinvolgimento dei dipendenti e che continuano a essere portate avanti così, nell’assoluta convinzione che siano le migliori anche quando si rivelano sbagliate.

Scelte che sembrano orientarsi sempre più verso l’assunzione di personale a tempo determinato e prediligere lo “strumento” degli incarichi a consulenti esterni anche per mansioni normalmente svolte dai dipendenti, svilendone così il ruolo stesso, anziché investire sul personale utilizzando tutti gli strumenti del contratto provinciale di lavoro. Tutto questo senza contare, poi, che il costo si rivela sempre maggiore».

L’effetto è devastante: «L’impressione che serpeggia da tempo è che i dipendenti siano la principale causa della disorganizzazione strutturale, con la diretta conseguenza che c’è una riduzione della qualità dei servizi resi al cittadino che sempre più spesso lamenta, per esempio, la riduzione degli orari di apertura degli sportelli, l’impossibilità di ottenere gli stessi servizi in ogni Comune, l’allungamento delle tempistiche per il rilascio di provvedimenti.

Per quanto i dipendenti cerchino di arginare le lamentele, si è creato ormai un clima di ansia, malumore e tensione tra il personale, dovuto soprattutto all’assoluta mancanza di supporto da parte dei vertici».

I sindacati chiedono quindi di trovare soluzioni condivise, per dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori e anche per erogare un servizio efficiente al cittadino.