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CGIL CISL UIL – TRENTINO * EMERGENZA COVID-19: « LA ” FASE 2″ PARTA DAL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE ED AI LAVORATORI NELLA CRISI »

Emergenza Covid-19. Cgil Cisl Uil: “Fase 2 parta dal sostegno a famiglie e lavoratori nella crisi”.

I sindacati definiscono le priorità. “Ripartire gradualmente e in sicurezza. Ma serve un piano di interventi per il lavoro di almeno 120 milioni di euro. Pronti ad un patto con istituzioni provinciali e imprese per la crescita sostenibile e responsabile del Trentino”.

Aumentare il sostegno economico alle famiglie allargando l’assegno unico e rafforzando i congedi parentali, integrare l’indennità dei cassintegrati di lungo termine e le misure statali per stagionali, precari e partite Iva, incentivare la rinegoziazione dei canoni d’affitto e il loro pagamento. Sono queste alcune delle misure che Cgil Cisl Uil chiedono per far ripartire il Trentino e contrastare lo shock economico provocato dall’emergenza coronavirus che potrebbe produrre, secondo le stime, un taglio del 10 per cento del Pil provinciale. Due le direttrici da seguire, tutela della salute per tornare al lavoro e sostegno al reddito di lavoratori e famiglie per un piano di interventi di almeno 120 milioni di euro tra risorse provinciali, statali ed europee. Questo, nel breve, per sostenere la capacità di spesa dei trentini e non rischiare di entrare in una spirale recessiva e in una depressione economica.

Ma sul medio periodo, la ricetta è ancora più ambiziosa. “La pandemia sta determinando una crisi profonda – affermano i segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alott i- da cui la nostra terra potrà uscire solo a fronte di scelte coraggiose e radicali che potranno trovare condivisione in un patto trasversale per lo sviluppo, la sostenibilità e la coesione territoriale tra Provincia, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali”.

Per i sindacati l’orizzonte è quello almeno dell’intera legislatura. Per raggiungere questo obiettivo sarà, però, necessario superare le logiche di parte. “Chi scegliesse la difesa partigiana delle proprie ragioni e l’indisponibilità a rivedere le proprie promesse elettorali cercando di massimizzare i risultati in termini di consenso con scelte di corto respiro o dettate da convenienze momentanee, si accollerà la responsabilità di condannare l’Autonomia, nel migliore dei casi, ad una lunga fase di stagnazione. Questo è il tempo del coraggio e del pragmatismo”.

Le tre confederazioni hanno tracciato le priorità in un articolato documento presentato nei giorni scorsi alla task force di esperti nominata da Piazza Dante e che oggi è stato trasmesso alla Giunta Provinciale, al Cal e al Coordinamento provinciale imprenditori. “A causa della complessità e dell’andamento non prevedibile sia della pandemia sia della crisi economica, le dotazioni finanziarie delle nostre proposte sono solo cifre di riferimento – ammettono i tre segretari generali -. I fondi necessari potrebbero essere di più. Per questo, in una fase di contrazione delle entrate correnti, il bilancio pubblico non può essere gestito in maniera ragionieristica, tagliando tutto il possibile per raggiungere il pareggio. Sarebbe una scelta miope. All’auspicata dilazione del pagamento del contributo di solidarietà allo Stato, vanno affiancate anche strategie per l’allargamento controllato e sostenibile del debito pubblico provinciale per investimenti realmente produttivi ed efficaci. E quando avessimo questo spazio fiscale, il suo utilizzo va accompagnato da un piano di riforme di sistema per la crescita. Perché i debiti vanno ripagati e i patti rispettati”.

Gli interventi dovranno essere articolati nel breve, medio e lungo periodo. Il primo ambito d’azione, quello più strettamente legato all’emergenza, è il rafforzamento del sistema sanitario, senza il quale diventa difficile garantire la ripartenza che non tuteli in modo adeguato la salute sui posti di lavoro, e dunque per l’intera collettività. In questo senso vanno rafforzate le azioni di controllo, verifica e prevenzione della diffusione del contagio, con un potenziamento anche della sorveglianza nei posti di lavoro. Serve, poi, un potenziamento delle strutture sanitarie, anche attraverso le nuove tecnologie e l’avvio di una task force dell’Euregio per l’emergenza sanitaria e la ripresa economica.

Altro tema centrale è sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e famiglie che stanno subendo una riduzione del reddito disponibile a causa della riduzione delle attività economiche. Cgil Cisl Uil propongono di ampliare gli ammortizzatori sociali statali, anche valorizzando la delega di cui gode la Provincia. La strada è quella delle integrazioni salariali per chi è in cassa integrazione, con il finanziamento straordinario del fondo di solidarietà e l’integrazione del reddito attraverso l’Assegno Unico, per stagionali, disoccupati, precari, lavoratori autonomi, integrando le indennità previste dal Governo, per esempio per le partite Iva.

Per questo è indispensabile ampliare il numero di beneficiari dell’AUP nella sua duplice articolazione. Si chiede di eliminare i vincoli di residenza, di alzare la soglia Icef per il sostegno contro la povertà, sospendere il requisito del minimo di giorni lavorati e aumentare fino a 14mila euro le detrazioni per il lavoro femminile ai fini Icef. C’è poi il fronte dei disoccupati, che sono destinati a crescere nei prossimi mesi. Le proposte in questo caso riguardano un mix di azioni di politica attiva, formazione anche a distanza, ripristino del REAL per chi si attiva a trovare una nuova occupazione, privilegiando i settori del turismo e dell’agricoltura bisognosi di manodopera.

Infine sempre nell’ambito delle misure per le famiglie, messe in difficoltà anche dalla sospensione dell’attività scolastica, l’estensione e l’integrazione dei congedi parentali, il rafforzamento degli strumenti di conciliazione e la facilitazione all’accesso alla didattica a distanza, per tutte le famiglie e su tutto il territorio. “va programmata comunque la ripresa del sistema di istruzione. Si mettano in campo tutti gli investimenti necessari per assicurare una ripartenza delle attività didattiche ed educative il prima possibile in sicurezza. Ne hanno bisogno i bambini e i ragazzi. E’ un’urgenza per le famiglie”.

Altro fronte di immediato intervento è la casa. Molte famiglie sono in difficoltà per il pagamento dei canoni, sia per gli alloggi pubblici sia sul libero mercato. Da qui la richiesta di sospendere gli affitti degli alloggi Itea o delle spese condominiali per i nuclei messi in affanno economico dall’emergenza sanitaria e di ampliare il contributo provinciale al canone di affitto, sulla falsariga di quanto fatto a Bolzano dalla Giunta Kompatscher.

Sul sistema economico Cgil Cisl Uil chiedono un piano integrato di investimenti pubblici e privati per sostenere la creazione di nuovi e più qualificati posti di lavoro. “Qualificare la domanda pubblica di beni e servizi e definire un piano pluriennale degli investimenti che privilegi infrastrutture moderne e ambientalmente rispettose, l’efficientamento energetico di immobili e produzioni, le reti telematiche, l’innovazione del sistema produttivo locale e il consolidamento di nuove imprese del digitale è fondamentale”.

Nello stesso tempo andranno riviste le scelte di politica fiscale con sgravi selettivi che favoriscano realmente la crescita economica. E sul fronte del sistema pubblico sottolineano la necessità di investire sull’ammodernamento della pubblica amministrazione. Cgil Cisl Uil chiedono, infine, attenzione alle attività commerciali, turistiche e della ristorazione che stanno subendo gli effetti più pesanti dell’emergenza con misure che sostengano le aziende del ricettivo in una fase così incerta per il turismo e promuovano il commercio elettronico di vicinato insieme alle consegne a domicilio.