Vaccino antinfluenzale al personale di Caf e Patronati, la Provincia latita. Cgil Cisl Uil e Acli: è opportuno che anche questi lavoratori a contatto con il pubblico abbiano le stesse tutele del personale provinciale. Ma l’assessore Segnana ignora le nostre richieste.

Due pesi e due misure. E’ questo il metodo che ancora una volta la Giunta provinciale adotta nella gestione delle questioni relative ai lavoratori e alle lavoratrici. E’ dei giorni scorsi la decisione dell’Esecutivo Fugatti di rendere disponibile per tutti i dipendenti provinciali la vaccinazione antinfluenzale, in quanto personale in gran parte addetto a funzioni a contatto con il pubblico. Una scelta condivisibile e che, sarebbe logico, fosse estesa anche agli altri lavoratori e lavoratrici che operano in stretto contatto con il pubblico. E’ per questa ragione che il 2 ottobre scorso Cgil, Cisl Uil insieme alle Acli trentine hanno chiesto formalmente all’assessora Stefania Segnana di inserire anche questi addetti nelle categorie a cui l’Azienda sanitaria garantisce gratuitamente il vaccino.

Richiesta caduta, almeno fino a questo momento, nel vuoto. Dall’assessorato non è arrivata infatti nessuna risposta, nemmeno una semplice comunicazione che dicesse che la richiesta sarebbe stata approfondita o che non veniva accolta. “Eppure – fanno notare i segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti con il presidente delle Acli Luca Oliver – questi lavoratori e queste lavoratrici svolgono servizi in convenzione per la Provincia, accolgono ogni giorno centinaia di persone, spesso quelle in difficoltà, per consentire loro l’accesso alle prestazioni e ai sostegni pubblici”.

Un impegno che non è mai venuto meno, neanche nei momenti più difficili dell’epidemia e in pieno lockdown quando gli uffici si sono riorganizzati per continuare a prendere in carico questi cittadini. “Avremmo preferito tenere riservata questa questione, ma il ritardo e la lentezza con cui si gestiscono le situazioni, anche quelle più semplici, ci ha imposto di renderla pubblica”, concludono Grosselli, Bezzi, Alotti e Oliver.