PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 14)

Assegno unico, nuovo rinvio per quarantamila famiglie. Le domande si potranno presentare a novembre. Sindacati e Acli: “Ennesimo disagio, la Provincia si assuma la responsabilità di queste inefficienze”. Sarà necessario spostare fino a 8mila appuntamenti.

Quarantamila famiglie trentine dovranno fare i conti con un nuovo rinvio per la presentazione delle domande di assegno unico. Manca ancora una comunicazione ufficiale da parte della Provincia, ma sembra ormai certo che non si potrà fare domanda prima del 4 novembre e non il 28 ottobre come stabilito in precedenza.

E’ il secondo rinvio per questa campagna: le domande dovevano essere presentate prima a partire dal 14 ottobre (peraltro già con un mese ritardo rispetto al regolamento provinciale), poi dal 28 ottobre e adesso dal 4 novembre. Ancora una volta, dunque, i patronati sono costretti a posticipare gli appuntamenti già fissati. Si tratta circa di 8mila utenti.

“Come stanno dimostrando i fatti i nostri non erano inutili allarmismi – dicono i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti insieme al presidente della Acli trentine Luca Oliver -. Non mettiamo in dubbio che possano esserci dei problemi organizzativi, ma vanno affrontati con tempestività e soprattutto dando certezze ai cittadini e a chi opera su questi servizi come i patronati e che quotidianamente si confronta con le aspettative delle famiglie. Sottovalutare questo aspetto è grave e non rispettoso”.

Con il nuovo slittamento ci sono pochi dubbi che arriverà in ritardo anche l’erogazione del sostegno economico: difficilmente le famiglie potranno contare sul contributo a partire da gennaio, ma dovranno aspettare i mesi successivi con non pochi disagi per chi di quei contributi ha bisogno.

C’è preoccupazione anche per il sovrapporsi di scadenze che si verificherà a causa di questo ritardo: nei prossimi mesi parte la campagna dell’assegno di cura e quest’anno sarà difficile evitare un intasamento agli sportelli dei patronati e dunque una più complicata gestione delle attese.

Sarebbe almeno opportuno che la Provincia prendesse atto si questa sua inefficienza e comunicasse in modo chiaro ai cittadini, assumendosi la totale responsabilità di questi disagi.

In merito ai nuovi interventi come il bonus sport, inserito nell’assegno unico, sindacati e Acli fanno notare che sarebbe stato opportuno studiare meglio il provvedimento. “La giunta ha stabilito che il contributo scatta dall’ottobre precedente all’anno di erogazione dell’assegno unico, dunque ottobre 2019 per l’Aup 2020. E tutte le famiglie, che non informate a dovere, hanno pagato le rette dei corsi sportivi il 30 settembre restano a “0”?”