Taglio delle tasse ai lavoratori non solo a spese dei trentini. Cgil Cisl Uil preoccupati per l’impatto sui conti della Pat: si attui un meccanismo di compensazione che tuteli il bilancio della Provincia. “La giunta apra alla concertazione e si investano risorse per il lavoro e la crescita”.

“Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori è una misura attesa da tempo e necessaria, che darà ossigeno a molte famiglie anche in Trentino. Il Governo, però, non può scaricare totalmente sul bilancio della Provincia il costo di questo provvedimento”. Lo dicono in una nota unitaria le segreterie di Cgil Cisl Uil del Trentino che non nascondono la loro preoccupazione per il fatto che una misura giusta per i lavoratori finisca per tradursi in un impatto sulla finanzia di Piazza Dante. “Al sottosegretario Fraccaro e a tutto il Governo va ricordato che il Trentino ha fatto sempre la propria parte – dicono i sindacati -, fin dal 2009 contribuendo al risanamento dei conti statali peggiorati a causa della grande recessione. Se il Governo finanzia a debito questa manovra di riduzione delle tasse, questo non può farlo la Provincia. E senza compensazioni si mettono a rischio l’effettivo esercizio delle competenze previste dallo Statuto di Autonomia e la qualità dei servizi pubblici pagati interamente dai lavoratori e dai pensionati trentini con le proprie tasse”.

La strada per farlo c’è ed è già prevista nell’ultima legge finanziaria dello Stato, con un articolo ad hoc che, seppur non del tutto condiviso da Trento e Bolzano, deve aprire concretamente alla possibilità che ci sia una compensazione tra quanto la Provincia di Trento versa per il risanamento dei conti pubblici nazionali e l’impatto che il taglio del cuneo fiscale avrà sul bilancio provinciale. In tal senso anche Cgil Cisl Uil del Trentino sollecitano l’Esecutivo giallorosso ad essere coerente con questa previsione normativa e chiedono al sottosegretario Riccardo Fraccaro di farsi garante della corretta applicazione della norma.

Un atto di responsabilità che le tre sigle sindacali sollecitano anche al Consiglio provinciale e a tutte le forze politiche perché siano compatte “nel rivendicare l’impegno di cui si è fatta carico responsabilmente la nostra Autonomia nel rispettare il patto di solidarietà con lo Stato”.

Per Cgil Cisl Uil “le risorse che si risparmierebbero con la compensazione sono essenziali per sostenere le misure a sostegno dell’occupazione e per ridurre il carico fiscale sulle famiglie trentine, provvedimenti di cui la nostra comunità ha urgente bisogno”.

I sindacati dunque sono a fianco della Giunta provinciale in questa partita. “E’ un atto di responsabilità a tutela degli interessi della nostra comunità”. Resta però la posizione critica di fronte alle scelte di corto respiro operate della giunta Fugatti anche nell’ultima legge di bilancio sul fronte della coesione sociale e dello sviluppo economico. “Non dimentichiamo che in ogni caso le scelte sugli investimenti dipendono dalla giunta provinciale. In tal senso restano per noi sbagliati tutti i provvedimenti di spesa assunti o che verranno assunti che rispondono solo a logiche di convenienza elettorale e che non investono davvero sulla crescita e sul sostegno all’occupazione, o le scelte poco lungimiranti finalizzate ad accontentare le convenienze di pochi con un inutile quanto dannoso spreco di risorse”.

Per questa ragione in una fase complessa e così delicata per la finanza provinciale e in un quadro che vedrà comunque calare le risorse del bilancio dell’Autonomia, Cgil Cisl Uil ribadiscono la loro disponibilità ad aprire un confronto costruttivo con la giunta provinciale, che fino a questo momento è sostanzialmente mancato. “Ci auguriamo che il presidente Fugatti e la giunta colgano la nostra disponibilità ad aprire una nuova stagione di concertazione vera per il bene nella nostra Autonomia. Se invece prevarrà la logica dell’andare avanti in solitaria facendo prevalere interessi particolari sul benessere collettivo, allora ricorreremo alle modalità che riterremo più opportune per tutelare l’interesse di tutti i lavoratori e le lavoratrici trentine”.