Contratti pubblici, servono risorse in questa legge finanziaria. Sindacati: oggi qualche timida apertura da parte della Provincia, ma ancora insufficiente.

“Un incontro interlocutorio, con qualche apertura sulle risorse a disposizione, ma con molti nodi fondamentali ancora da sciogliere”.

Questo il commento dei segretari generali Cgil Cisl Uil del Trentino Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti dopo l’incontro di stamane sul rinnovo dei contratti per i dipendenti della pubblica amministrazione trentina. La Provincia era rappresentata non dalla Giunta, ma dal direttore Paolo Nicoletti e dal dirigente del personale Luca Comper.

“L’amministrazione ha proposto un protocollo d’intesa che fissa al 4,1% l’aumento stipendiale a regime alla fine del triennio 2019-2021 – proseguono i tre segretari -. Le risorse, come noto, non sono state inserite nel bilancio che sta per approdare in aula. C’è l’impegno a recuperarle cammin facendo. C’è una grande questione che riguarda la parte di stipendio su cui applicare questi aumenti, che – ricordiamo – servono semplicemente a mantenere il potere d’acquisto”. Per Cgil Cisl e Uil la base di riferimento su cui calcolare gli aumenti deve essere lo stipendio nella sua interezza, con risorse aggiuntive da destinare ai riconoscimenti sulla produttività e per le progressioni di carriera.

Sullo sfondo c’è il tema della certezza sull’effettivo riconoscimento delle risorse. “I lavoratori non possono sostituire il contratto con una promesso di “pagherò” – incalzano i sindacati-. Servono segnali chiari sulla direzione prospettata oggi dalla controparte, che potrebbe portare a stanziamenti anticipati rispetto alla completa vaghezza con cui si erano conclusi gli scorsi incontri. Ci aspettiamo però questi segnali a partire dalla legge di bilancio attualmente in discussione”