Contratti pubblici, ora il presidente Fugatti rispetti i patti. Cgil Cisl Uil e categorie firmano il protocollo che apre al rinnovo contrattuale per 33mila lavoratori.

“Servono subito decisioni concrete per arrivare al nuovo contratto”.

Primo accordo raggiunto oggi pomeriggio sul rinnovo dei contratti pubblici. Cgil Cisl Uil del Trentino insieme alle categorie Fp Cgil, Cisl Fp, Fpl Uil enti locali e sanità, Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola e la Provincia di Trento hanno firmato il protocollo che apre le porte al rinnovo contrattuale per 33mila dipendenti delle autonomie locali, della scuola, della ricerca e della sanità. Adesso i contenuti del protocollo dovranno tradursi in impegni concreti e nella firma del nuovo contratto. “Abbiamo firmato responsabilmente questo documento. Ci aspettiamo anche da parte del presidente Fugatti la stessa responsabilità nel rispettare i patti e arrivare in tempi rapidi al nuovo contratto. Oggi non si firma un rinnovo contrattuale, ma un impegno tra le parti”, hanno commentato i tre segretari Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti.

L’intesa prevede un aumento del 4.1 per cento su tutte le voci della retribuzione, sia quelle tabellari sia quelle accessorie.

A far sbloccare la trattativa l’apertura di Piazza Dante su alcuni punti ritenuti fondamentali dalle organizzazioni sindacali. A cominciare dalla decorrenza degli aumenti: la parte più consistente verrà erogata in un arco temporale più breve rispetto a quanto immaginava la Provincia. Fin dall’inizio le tre confederazioni e le categorie infatti hanno insistito sul fatto che il nuovo accordo non poteva essere una “cambiale in bianco”, ma doveva prevedere misure esigibili fin da subito. E su questo punto è stata trovata una quadra.

Il protocollo introduce clausole contrattuali migliorative su diversi aspetti, come quella sui buoni pasto.

C’è anche un impegno per dare risposte ai precari della pubblica amministrazione e della scuola, attraverso percorsi di stabilizzazione.

Cgil Cisl Uil, d’accordo con le categorie, dal canto loro, hanno aperto alla richiesta della Provincia di una maggiore flessibilità di orari per garantire una più estesa apertura degli uffici pubblici. Flessibilità – hanno chiarito però i sindacati – che non potrà prescindere dalle reali disponibilità di risorse umane. In altri termini dove ci sono organici carenti la Pat dovrà impegnarsi prima ad assicurare, anche attraverso nuove assunzioni, il numero adeguato di dipendenti per rendere possibile un’estensione degli orari di apertura al pubblico.

Altro punto qualificante dell’intesa e che aveva tenuto in sospeso l’accordo è quello sulla clausola di salvaguardia. Rispetto all’inizio della trattativa quando Piazza Dante aveva chiesto di inserire nell’accordo la disponibilità dei sindacati a rivedere le intese in caso di gravi e imprevisti problemi finanziari, di spese straordinarie e di un periodo di recessione, nella versione firmata oggi è Piazza Dante che si impegna, laddove si verificasse la necessità di bilancio e dopo un’operazione di spending review a convocare le parti sindacali e valutare insieme a loro quali contromisure adottare. “In sostanza non si potranno scaricare sui dipendenti pubblici gli effetti di una riduzione della spesa”. E’ stato chiarito e condiviso inoltre che la fiscalizzazione del bonus Renzi non potrà rientrare in queste misure straordinarie di bilancio, dunque non sarà pagato dai lavoratori.

Firmato il protocollo adesso la trattativa si sposta in Apran dove dovranno essere definiti nel dettaglio tutti i nuovi aspetti contrattuali.

Il nuovo contratto avrà validità per il prossimo triennio.