PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

***

ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Intervista al Presidente Massimo Girardi

(Progetto Ferrovia Avisio - Mobilità di valle - Trasporto Brt)

Commercio. Avanti con la chiusura festiva e domenicale dei supermercati. Sindacati: la giunta provinciale proroghi l’ordinanza dando così respiro a lavoratori e lavoratrici.

Una scelta definitiva sulla chiusura festiva e domenicale di negozi e supermercati. E’ quanto hanno chiesto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs con una lettera al presidente della giunta provinciale. Dopodomani, 3 giugno, scade l’ordinanza con la quale si era stabilito di tenere chiuso tutte le domeniche e le giornate festive durante l’emergenza. “Crediamo sia il tempo di passare da un provvedimento temporaneo ad una scelta di più ampio respiro, coinvolgendo anche il Consiglio provinciale su un percorso normativo che fissi regole chiare e ponga fine alle aperture sempre – dicono i tre segretari provinciali Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher -. E’ dai tempi del decreto Salva Italia del Governo Monti, nel 2011, che chiediamo che la Provincia di Trento legiferi su questo aspetto, dando un contributo concreto al miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del settore”.

La liberalizzazione di orari e giorni di apertura, come hanno in più occasioni ribadito i sindacati, non ha mai prodotto un incremento dei consumi, né maggiore occupazione, ma solo un peggioramento delle condizioni di chi lavora che, in questo modo, fatica il doppio a conciliare la vita lavorativa con quella familiare. E anche i nuovi contratti, quando sono stati attivati, sono stati per lo più precari. “Non si è creata buona occupazione e chi già lavorava nel settore ora sta peggio – insistono i sindacalisti -. E anche sul fronte dei consumi è difficile pensare che in un momento di crisi come quello attuale siano le serrande aperte la domenica di negozi e supermercati a spingere le famiglie a spendere di più. Per sostenere i consumi serve ben altro”.

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs invece non va sprecata l’occasione di fare un passo avanti a vantaggio dei lavoratori che anche durante l’emergenza non si sono mai tirati indietro, anche facendosi carico si preoccupazioni e paure per la loro salute.