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CGIL CISL UIL – TRENTINO * ASSEGNO UNICO PROVINCIALE: « RISCHIO INIQUITÀ SPOSTANDO IN LÀ DI SEI MESI LA PERCEZIONE DEL SOSTEGNO PUBBLICO »

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17.54 - mercoledì 30 settembre 2020

Assegno unico. Rischio iniquità spostando in là di sei mesi la percezione del sostegno pubblico.

Trascorre un anno tra la produzione del reddito e la domanda di assegno unico. Ora serviranno ben 18 mesi. Preoccupazione sul rischio sovrapposizioni tra Assegno Unico provinciale e nuovi assegni familiari statali.

Dichiarazioni dei segretari generali di CGIL CISL UIL del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi, Walter Alotti

“Lo spostamento in avanti momento della corresponsione dell’assegno unico rispetto al momento in cui vengono prodotti i redditi su cui si calcola l’Icef, è sbagliato, perché rischia di creare iniquità. In pratica portando a luglio il pagamento dell’assegno unico, come deciso dalla Giunta venerdì, la distanza temporale tra quando compilo la dichiarazione Icef e quando ricevo i contributi provinciali è di ben 18 mesi. In questo modo variazioni significative di reddito disponibile vengono registrate troppo in là nel tempo, quando invece sarebbe necessario ridurre questa distanza per sostenere le famiglie proprio nel momento in cui c’è più bisogno.

Oltre a questo problema strutturale, ce n’è uno contingente molto urgente. Il Governo nazionale sembra intenzionato a varare entro la legge di bilancio il nuovo assegno unico universale che sostituisce una serie di benefici statali per le famiglie, a partire dagli assegni familiari concessi dall’Inps. C’è il pericolo che questa riforma impatti in modo negativo sulle famiglie che percepiscono la quota B dell’assegno unico provinciale, soprattutto se i benefici provinciali dovessero essere calcolati come reddito ai fini del calcolo delle provvidenze statali. In pratica se le famiglie trentine ricevono sostegni dalla Provincia, potrebbero vedersi ridotti gli assegni statali.

Insieme alle Acli, abbiamo chiesto di recente all’assessora provinciale Stefania Segnana di interloquire con la ministra Bonetti su questi temi per tutelare gli interessi delle famiglie trentine. Ci ha assicurato che la Giunta sta seguendo la questione. Ma su questo tema è fondamentale aprire un confronto tra la Giunta e le parti sociali. Non possiamo infatti permettere che lo Stato risparmi qualche soldo sulle spalle delle famiglie trentine e non accetteremo che la Giunta Fugatti resti inerte di fronte a questo possibile scippo”.

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