Taglio delle tasse per 182,7 mila dipendenti trentini. Cgil Cisl Uil: misura giusta e necessaria che finalmente rafforza il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti.

Da luglio le buste paga di 182.751 dipendenti trentini saranno più ricche grazie al taglio delle tasse approvato ieri dal Governo. I redditi fino a 28mila euro, cioè 130.235 dipendenti in provincia, vedranno crescere il vecchio bonus Renzi fino a 100 euro al mese. Al di sopra di questa soglia di reddito e fino a 35mila euro l’importo del bonus decrescerà fino a 80 euro al mese. Superato tale livello, l’importo del beneficio continuerà a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40mila euro di reddito. In buona sostanza sono 52.516 i dipendenti trentini che oggi non godono di nessun taglio Irpef e che da luglio avranno tasse più leggere e finalmente buste paga più pesanti

Il taglio sul cuneo fiscale per i lavoratori era una misura attesa e necessaria per i sindacati. “Finalmente il lavoro dipendente ottiene un giusto riconoscimento nelle scelte di politica fiscale nazionale – commentano con soddisfazione anche i segretari trentini di Cgil Cisl Uil, Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Per anni questi lavoratori sono stati vessati da un fisco poco equo. Con questo provvedimento si segna un primo passo nella direzione di un giusto e necessario riequilibrio, che darà ossigeno a molte famiglie e lavoratori trentini da anni alle prese con un potere d’acquisto fermo, se non addirittura in calo. Il prossimo intervento dovrà riguardare in primo luogo i lavoratori con redditi bassissimi, gli incapienti, e i pensionati”.
Per Cgil Cisl Uil è particolarmente significativo che il taglio delle tasse sia stato esteso ai redditi fino a 40mila euro. “L’allargamento della platea dei beneficiari è stato un importante risultato raggiunto dai sindacati nel confronto con il governo, che dà finalmente risposte ad una buona fetta del ceto medio, che in questi anni di crisi ha sofferto”.

Il taglio delle tasse varato dall’Esecutivo, inoltre, mitiga l’impatto della decisione della giunta Fugatti che ha alzato le imposte per i lavoratori e i pensionati con redditi sotto i 20mila euro, reintroducendo l’addizionale regionale.

Resta comunque alta l’attenzione del sindacato per l’impatto che la misura varata da Palazzo Chigi potrà avere sulle casse della Provincia di Trento. L’estensione del bonus Renzi e il taglio delle tasse, infatti, sembra avverrà infatti con il meccanismo della detrazione fiscale, e ciò produrrà minore gettito per Piazza Dante. “Analizzeremo il testo del decreto – proseguono i sindacalisti – ma confidiamo che gli effetti sul bilancio provinciale vengano ridotti al minimo. Ricordiamo purtroppo che la flat tax sulle partite Iva voluta da Governo Lega-5stelle nel 2018 ha ridotto il bilancio della provincia di circa 25 milioni di euro senza alcuna mitigazione. Chiediamo quindi alla giunta provinciale e ai parlamentari trentini ed altoatesini di attivarsi in tutte le sedi opportune perché si apportino le necessarie modifiche per tutelare i conti dell’autonomia e attenuare gli effetti del taglio del cuneo sulla finanza locale. Ci sono due mesi di tempo per la conversione in legge del provvedimento e non va perso neanche un minuto per evitare che quanto arriva da Roma sia poi messo a rischio in Trentino da riduzioni della spesa pubblica e dei servizi che non potremmo accettare”.