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CGIL CISL UIL FENALT NURSING UP – TRENTO * SANITÀ, « CHIEDIAMO ADEGUATE ASSUNZIONI DI PERSONALE, FINANZIARE E RINNOVARE IL CONTRATTO DEL TRIENNIO 2019/2021 »

“Il personale dipendente del sistema sanitario trentino ha sempre assicurato il massimo impegno in prima linea e nelle retrovie con grande senso di responsabilità sia nelle fasi emergenziali, tuttora in corso, sia nell’adesione alla campagna vaccinale”. Così Luigi Diaspro (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Giuseppe Varagone (Uil Sanità), Paolo Panebianco (Fenalt) e Cesare Hoffer (Nursing up) che intervengono sull’ipotesi di mettere in aspettativa quei dipendenti che non si vaccinano.

Nelle scorse ore l’Azienda provinciale per i servizi sanitari si è mostrata soddisfatta per le somministrazioni di vaccini che coinvolgono il mondo della sanità: l’83% di soggetti vaccinati tra i medici, il 70% nel comparto delle professioni sanitarie e 60% negli Oss. Il dato complessivo aziendale si attesta dunque al 75%, se si considera che dal 7% al 10% ha avuto un’infezione da coronavirus. La copertura totale è stimata intorno all’85%. Ma le autorità proseguono le azioni per aumentare ancora il dato.

“Noi naturalmente sosteniamo la vaccinazione – aggiungono Diaspro, Pallanch, Varagone, Panebianco e Hoffer – la strada corretta è quella dell’informazione e della formazione, come evidenziato dai vertici dell’Apss e come richiesto sin dall’inizio della campagna vaccinale dalle OO.SS. Tuttavia non riteniamo accettabile procedere con la minaccia di perdere lo stipendio – sostenuta anche dal presidente Maurizio Fugatti – perché è necessario in primo luogo il convincimento dei lavoratori attraverso una campagna informativa più diffusa ed efficace. I lavoratori devono essere sempre coinvolti. Non vorremmo che questa presa di posizione della Provincia serva a coprire tutte le lacune che la gestione del sistema sanitario provinciale ha evidenziato in ques’ultimo anno”.

Sono tanti i nodi per i quali le parti sociali chiedono a piazza Dante un deciso cambio di passo. “Servono risorse fresche – proseguono Cgil, Cisl, Uil, Fenalt e Nursing up – il settore è fermo da troppo tempo. E’ necessario rinnovare il contratto affinché il personale dipendente dell’azienda sanitaria abbia risposte concrete ed effettive coerenti con quanto si è prodotto con sudore in termini di disponibilità, competenza e senso del dovere, già prima dell’emergenza.

I sindacati si muovono per tutelare tutte le figure professionali per una valorizzazione delle competenze di medici, infermieri, oss e personale tecnico-amministrativo-ausiliario, autisti soccorritori e professionisti sanitari in termini di sicurezza, sono ancora molte le situazioni di rischio e di carenza di personale.

“Occorre che dalla Pat – dicono le parti sociali – arrivino dunque segnali per un doveroso riconoscimento economico con risorse ad hoc per l’enorme impegno di questi lavoratori, sia in prima linea che nelle attività ordinarie comunque necessarie per i servizi ai cittadini in quanto tutto il sistema affronta una situazione emergenziale per tutelare la salute pubblica, con la sottoposizione a turni e a carichi di lavoro massacranti. Costoro non devono pertanto essere minacciati ma informati e sostenuti per l’enorme impegno profuso”.

In conclusione i sindacati chiedono adeguate assunzioni di personale per garantire il benessere organizzativo; finanziare e rinnovare il contratto del triennio 2019/2021; allargare la platea dei beneficiari del bonus Covid-19 nella sanità pubblica e privata e soprattutto di essere coinvolti attivamente alle scelte riorganizzative dei reparti ospedalieri e del territorio.

“Questi sono i temi prioritariamente da affrontare per un’auspicabile convergenza e condivisione delle scelte affinché, anche sul tema vaccinale, i lavoratori si sentano pienamente coinvolti in una prospettiva di obiettivi comuni. Quanto al problema delle mancate vaccinazioni, seguiremo quanto s’avanza in queste ore dal governo nazionale”, concludono Diaspro, Pallanch, Varagone, Panebianco e Hoffer.