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CGIL CISL UIL E FAISA CISAL – TRENTINO * EMERGENZA CORONAVIRUS: « SI TORNI IL PRIMA POSSIBILE ALLA NORMALITÀ PER LE CORSE URBANE ED EXTRAURBANE »

Emergenza Coronavirus, con la fase due riparta anche il trasporto pubblico. Sindacati: si torni il prima possibile alla normalità in termini di corse urbane ed extraurbane. Così si garantisce distanziamento e salute e si incentiva l’uso dei mezzi pubblici in sicurezza

Si comincia a parlare sempre più insistentemente di fase 2 e anche il comparto dei trasporti pubblici comincia a pensare alla ripartenza. In sicurezza. “E’ opportuno pensare per tempo alla fine del lockdown – dicono i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, Stefano Montani, Massimo Mazzurana, Nicola Petrolli e Michele Givoli – che comporterà necessariamente la riorganizzazione del trasporto pubblico accompagnata da una quasi certa diffidenza ad usare i mezzi pubblici, con conseguente aumento del traffico privato”.

E’ per questa ragione che le organizzazioni dei lavoratori, pur comprendendo la necessità di una ripartenza per step così come indicato dai vertici della Provincia, pensano che la gradualità dovrà essere concordata e sufficientemente strutturata in termini di mezzi in funzione e corse assicurate. Si teme infatti che un ritorno troppo lento alla normalità, per quanto riguarda il trasporto pubblico, possa danneggiare utenti e lavoratori. “Chiediamo che non si perda troppo tempo per arrivare a livelli pre Covid – insistono -.

Per incentivare i cittadini a usare i mezzi pubblici e assicurare livelli adeguati di sicurezza e distanziamento dovranno circolare più mezzi e dovranno essere assicurate più corse, in proporzione agli utenti. Una decisione di questo tipo, seppur antieconomica in prima battuta, potrebbe rivelarsi, almeno nel primo momento di ripartenza graduale delle attività e con le scuole ancora chiuse, vincente”.

Bene l’obbligo di mascherine, dunque, ma i mezzi in circolazione dovranno essere da subito in numero sufficiente per garantire la distanza interpersonale. E poi bisogna pensare al potenziamento in vista di settembre, quando le scuole potrebbero riaprire con doppi turni. “Ci rendiamo che ragionamenti di questo tipo richiedono investimenti non di poco conto, ma non possiamo permetterci mezzi sovraffollati né disinvestire sul trasporto pubblico. Alla fine la maggiore spesa in questo settore sarà a tutela della salute”, proseguono i segretari.

I sindacati ricordano che il trasporto pubblico è uno dei settori entrati in crisi a causa dell’emergenza e i lavoratori sono stati in prima linea ed a stretto contatto dell’utenza fin dal primo giorno. Le disposizioni governative che hanno imposto il divieto di spostamento, se non nei casi di giustificati motivi, e la necessità di tutelare la salute dei lavoratori hanno indotto la PAT, anche su richiesta delle organizzazioni sindacali, a ridurre drasticamente le corse.

“Una decisione condivisa sotto l’aspetto della salute che si è ripercossa negativamente sui salari dei lavoratori, ormai da tempo entrati nel fondo di solidarietà del settore, e che ha comportato il blocco totale di alcuni servizi ferroviari. Ora però è tempo di guardare alla ripartenza con coraggio, senza sacrificare sicurezza e salute”, concludono Montani, Mazzurana, Petrolli e Givoli.