Come ampiamente preannunciato, prosegue lo scontro tra Giunta e Organizzazioni sindacali del personale provinciale sui provvedimenti che disciplinano la fase post emergenza: dopo le manifestazioni di piazza adesso ci si ritroverà nelle Aule del Palazzo di Giustizia.

Primo appuntamento dunque martedì 21 luglio per il ricorso presentato al Giudice del lavoro sulla mancata concertazione dell’orario. E’ inoltre in fase di deposito il ricorso al TAR sulla delibera di Giunta provinciale sullo stesso tema.

Nel frattempo ci è stata inviata l’ennesima bozza di circolare che ripristina l’accesso agli uffici provinciali, con aperture al pubblico tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 12.45, ma (qui è il problema!) la reperibilità telefonica dal lunedì al venerdì per tutti gli utenti dalle ore 8.00 alle ore 18.00. Inoltre si prevede “per alcune strutture provinciali con funzioni dirette ad erogare servizi strategici all’utenza” apertura, in modalità presenza o a distanza, i sabati mattina dalle ore 8.00 alle ore 12.00.

Queste ulteriori disposizioni continuano ad essere in netto contrasto con le richieste sindacali e proseguono sulla scia delle circolari precedenti: abbiamo richiesto immediata convocazione per la concertazione sul punto, visto che investe in ogni caso il tema degli orari di lavoro e organizzazione degli Uffici.

Sulla questione organizzativa e applicativa delle ultime disposizioni, registriamo peraltro una convocazione per giovedì 16 luglio del Direttore generale e del Dirigente generale del Dipartimento organizzazione e personale: non comprendiamo il senso di questa convocazione, visto che il nostro vero interlocutore – Fugatti – continua ad essere assente e silente. La posizione di forte contrasto con i dipendenti proviene direttamente dalla Giunta provinciale, per cui auspichiamo che Presidente e Assessori abbiano conferito apposito mandato per questo incontro, al fine di soluzioni da condividere con il Sindacato. Vedremo.

L’amministrazione provinciale ha inoltre convocato le OO.SS. per il proseguo delle trattative pendenti, a partire dalle distinte disposizioni per i Giornalisti, alle Qualifiche Forestali, all’Accordo di settore PAT, alle disposizioni specifiche per il personale che si occupa degli Appalti pubblici e alle Interpretazioni autentiche del CCPL rimaste in sospeso in questi mesi.

Siamo sicuramente sempre disponibili a tornare a discutere al tavolo contrattuale e lo faremo con senso di responsabilità, ma è del tutto evidente che in questa fase la giunta ha sferrato un attacco senza precedenti a diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori e provinciali – rinnovo del contratto, orario di lavoro, conciliazione dei tempi – e minato fortemente le prerogative sindacali escludendo le rappresentanze dei lavoratori dalla fase riorganizzativa post Covid-19.

Inutile sottolineare infine che neppure dal bilancio di assestamento, che muove circa 500 milioni di euro, siano pervenute notizie sul ripristino delle risorse contrattuali, che rimangono una Chimera: il “Bellerofonte” Fugatti ha ritenuto di sopprimerla a difesa delle imprese trentine. I dipendenti provinciali contrapposti ad altri interessi, mero ostaggio del consenso politico.

Vi terremo informati.

 

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