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CGIL CIS UIL TRENTINO* LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ROSSI: INDICAZIONI PRELIMINARI PER LA PREDISPOSIZIONE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018 E LEGGE DI STABILITÀ

Gentili signori Presidente e Vice Presidente, la ripresa economica in atto rappresenta un’occasione importante per rafforzare il mercato del lavoro locale e per mettere in atto azioni utili alla qualificazione del lavoro nella nostra provincia. La legge di bilancio di previsione per il 2018 e la legge di stabilità debbono quindi sostenere la congiuntura positiva e rafforzare, grazie ad una gestione della finanza pubblica lungimirante, le politiche di investimento negli assi strategici per lo sviluppo del Trentino.

Investimenti strategici
In questo senso la priorità deve restare l’investimento pubblico nel settore della conoscenza come leva fondamentale per uno sviluppo duraturo, sostenibile e di qualità. Istruzione, alta formazione universitaria, ricerca e trasferimento tecnologico debbono essere il fulcro di una strategia che punta alla qualificazione del capitale umano come strumento indispensabile a traghettare il Trentino verso i nuovi assetti produttivi, occupazionali e sociali che si affermeranno grazie alla rivoluzione tecnologica in atto.

Fiscalità
Le politiche di sviluppo locale debbono poggiare sul giusto equilibrio tra agevolazioni fiscali e capacità di sostenere l’insieme degli investimenti pubblici indispensabili a rafforzare la crescita economica. Per questo abbiamo salutato con favore la volontà del governo provinciale di non intervenire ulteriormente sulle agevolazioni riguardanti l’Irap.

Lavoro
Riteniamo invece ancora insufficienti gli investimenti sul fronte delle politiche attive del lavoro e dei servizi per l’impiego.
Va rafforzata la capacità di Agenzia del Lavoro di leggere in maniera prospettica la domanda di lavoro delle imprese locali e di rispondere con efficacia alle vacancies registrate nel mercato del lavoro grazie a più evoluti servizi di incontro domanda/offerta di lavoro e a percorsi di qualificazione professionale individualizzata dei disoccupati, in particolare dei giovani, delle donne e dei lavoratori over 50, affinché possano con più facilità cogliere le opportunità di occupazione create dall’economia locale.

Va poi colta l’occasione della soppressione dell’Asdi per avviare una rivisitazione innovativa degli strumenti provinciali di sostegno al reddito in attuazione della delega sugli ammortizzatori sociali, in particolare il reddito di attivazione, adattandola alle modifiche della disciplina nazionale e puntando a riconoscere la capacità delle persone disoccupate di restare attive sul mercato del lavoro, attraverso adeguativi incentivi anche monetari.

Al fine di evitare la moltiplicazione degli interventi senza una regia unitaria – con il rischio aggiuntivo della focalizzazione da parte dei soggetti promotori sullo strumento (ad es. il servizio civile nelle aziende) invece che sul fine (il lavoro) – crediamo sia indispensabile il coordinamento delle politiche per l’occupazione dei giovani da parte di Agenzia del Lavoro.
Una analoga necessità di coordinamento vale anche per il settore dei lavori socialmente utili (Progettone, Intervento 19, Bim).

Infine, nell’ambito del superamento del blocco del turn over nella pubblica amministrazione, chiediamo di riservare particolare attenzione alle strutture che si occupano di lavoro (Agenzia del Lavoro, Centri per l’impiego, Servizio lavoro) che – in base alla delega di funzioni in materia di ammortizzatori sociali e all’investimento in politiche attive e nella qualificazione dei servizi pubblici per l’impiego – richiedono nuove professionalità.

Welfare
Sul lato delle politiche di inclusione, l’introduzione del nuovo assegno unico consolida gli strumenti provinciali a sostegno delle famiglie con figli o a rischio povertà contribuendo così a mantenere gli attuali livelli di coesione sociale, superando nel contempo i limiti e le contraddizioni delle detrazioni all’addizionale Irpef previste con la manovra 2017 e le cui risorse ora sono confluite nella dotazione dell’assegno unico.

Se è positivo il fatto di aver recuperato risorse per coprire le domande dell’integrazione al canone per chi avrebbe diritto all’alloggio Itea, va ora ampliato il patrimonio di alloggi a canone sostenibile e moderato e definito un intervento di sostegno all’acquisto della prima casa come accade in Alto Adige grazie al Bausparen.

Contrattazione
Per quanto riguarda le relazioni industriali, siamo impegnati a ampliare la copertura della contrattazione di livello aziendale e territoriale per migliorare sia le retribuzioni, sia le condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori in Trentino, attivando piattaforme unitarie e intervenendo a livello confederale laddove si siano prodotte fratture nelle relazioni sindacali ed industriali.

Crediamo che il rafforzamento dell’azione negoziale, specialmente se inserita in una cultura “partecipativa”, possa anche rivelarsi uno strumento utile a rafforzare la propensione delle aziende insediate nel territorio ad aumentare lo stock degli investimenti nella nostra provincia e a collegarli alle conseguenti modifiche nell’organizzazione del lavoro, prerequisito indispensabile per consolidare i livelli occupazionali e qualificare il lavoro.

La nuova fase contrattuale non può prescindere dal rafforzamento degli originali strumenti del welfare negoziale territoriale affermatisi negli anni come preziosi mezzi per integrare l’offerta di benefici e servizi pubblici, in particolare Laborfonds e Sanifonds. Su questo fronte la Provincia non deve restare un attore neutro ma può legittimamente sostenere le parti sociali nella costruzione di un welfare contrattuale non tanto orientato al mero beneficio fiscale ma ai bisogni e ai servizi qualificati espressi dal territorio.

 

 

per la CGIL del Trentino

Il segretario generale Franco Ianeselli

 

per la CISL del Trentino

Il segretario generale Lorenzo Pomini

 

per la UIL del Trentino

Il segretario generale Walter Alotti