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CENTRO SOCIALE BRUNO * #STOPCASTELLER: « CAMPAGNA A SEGUITO DELLA CONFERENZA STAMPA DELLA PAT DI OGGI VENERDÌ 23 APRILE »

La Provincia di Trento continua a tacere sull’imminente trasferimento dell’orsa DJ3 in un parco zoologico tedesco: anche oggi, in occasione della presentazione dell’ultimo Rapporto Grandi carnivori, l’assessora Zanotelli, evidentemente infastidita dalla fuga di notizie sul trasferimento, ha risposto evasivamente alle domande dei giornalisti.

Gli attivisti della campagna StopCasteller: “Si dichiari subito perché lo spostamento dell’orsa figlia di Daniza avviene solo ora dopo dieci anni di prigionia al Casteller, quanto spazio avrà a disposizione nello zoo, se sarà esposta ai visitatori e i costi di questa operazione”

A una settimana dalla conferma da parte del generale del Cites Massimiliano Conti non trapela alcuna notizia sull’imminente trasferimento dell’orsa DJ3 – figlia della tristemente nota Daniza – in un parco zoologico tedesco che ospita orsi e lupi, l’Alternative Wolf-Und Barenpark Schwarzwald. Anche oggi, in occasione della presentazione alla stampa del Rapporto Grandi carnivori 2020 della Provincia di Trento, l’assessora Giulia Zanotelli, alle domande dei giornalisti ha sbrigativamente confermato il trasferimento senza dare dettagli sulla data, sulle caratteristiche dello zoo tedesco e sulle motivazioni del trasloco.

«È inaccettabile la segretezza che la Provincia mantiene su quanto ha già deciso – dichiarano gli attivisti di Assemblea Antispecista e Centro sociale Bruno, che da mesi portano avanti la campagna #StopCasteller -. Non sappiamo niente sulle dimensioni del recinto che le sarà dedicato, se sarà lontano dal caos e dall’esposizione ai visitatori e quali sono le spese di questa operazione. E soprattutto ci chiediamo perché progettare un trasferimento di Dj3 proprio ora, dopo dieci anni di reclusione al Casteller? Condannata all’ergastolo per aver predato una pecora, farà la stessa fine di Jurka deportata nello stesso zoo tedesco dopo essere strappata dai boschi dove viveva in Slovenia e poi passata per due prigioni trentine, San Romedio e il Casteller. Oggi Jurka è addirittura la protagonista di una rubrica dello zoo, sfruttata per attirare visitatori paganti. Un’esistenza oltraggiata la sua, come anche i visitatori possono facilmente capire leggendo la descrizione nei volantini pubblicitari: “orso problematico per la sua grande voglia di libertà”».

«La Provincia di Trento – proseguono gli attivisti – da sempre nasconde le reali condizioni degli orsi detenuti al Casteller. Il Rapporto Grandi carnivori stesso mistifica la reale situazione degli orsi in Trentino: questo apparente strumento di controllo infatti è redatto dalla Provincia stessa che controlla e giudica se stessa. Vi sono riportate solo le attività svolte correttamente e sono omessi i problemi di gestione, le mancanze e le spese sostenute per abbattere e incarcerare. Ora la Provincia vuole nascondere anche il trasferimento di DJ3, ennesima dimostrazione del fallimento della gestione di questi animali, per la quale manca un progetto di convivenza e tutela: tutti i cittadini trentini dovrebbero essere preoccupati di questa ‘politica dei sotterfugi’».

«La verità è che con quest’ultima operazione – concludono gli attivisti – la Provincia di Trento non si preoccupa del benessere degli animali, ma sta solo liberando una cella all’interno del Casteller per poter incarcerare altri orsi che, senza colpa, si troveranno nelle stesse identiche condizioni in cui DJ3 è oggi».

Per altre informazioni sulla campagna #StopCasteller