VIDEONEWS & sponsored

(in )

CENTRO SOCIALE BRUNO E ASSEMBLEA ANTISPECISTA * CAMPAGNA #STOPCASTELLER: « IL 24/2 ALLE 18.30 GLI ESPERTI SPIEGHERANNO LA SITAZIONE ATTUALE E LE PROSPETTIVE FUTURE DEGLI ORSI TRENTINI »

Dopo le immagini shock degli orsi rinchiusi in gabbie di acciaio e cemento nella struttura del Casteller alle porte di Trento, gli attivisti tengono alta l’attenzione con un evento di formazione e approfondimento aperto a tutti.

Assemblea Antispecista e Centro Sociale Bruno invitano a un webinar dal titolo “Non è un paese per orsi”, in programma mercoledì 24 febbraio alle ore 18.30 in diretta sulle pagine Facebook di Assemblea Antispecista (LINK), Centro Sociale Bruno (LINK) e su csbruno.org.

Nel corso dell’incontro, che nasce all’interno della campagna #stopcasteller, verrà illustrato il Progetto Life Ursus che ha reintrodotto l’orso Bruno in Trentino partendo dalla sua origine e dalle sue finalità, fino ad arrivare alla sua realizzazione attuale per indagare “le cause del fallimento del modello trentino – spiegano gli attivisti – e dell’inadeguatezza delle soluzioni recentemente proposte da Brigitte Bardot”.

Attraverso l’intervento di esperti, verranno presentate alcune best practice del rapporto uomo-selvatico. Dario Febbo, ex direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, parlerà dell’efficacia delle soluzioni di convivenza tra uomo ed orsi messe in atto in Abruzzo con l’orso marsicano. Insieme a Gabriele Bertacchini, naturalista trentino che da anni diffonde la cultura della convivenza nelle scuole, verrà affrontato il tema dell’accettazione dell’orso da parte della popolazione e del ruolo che politica e organi di stampa hanno avuto nel presentare la questione.

L’avvocato Michele Pezone spiegherà la situazione attuale degli orsi dal punto di vista legale, in base alla recente sentenza contro M49. Infine Roberto Piana della LAC, alla luce della recente elezione di Walter Ferrazza a presidente del Parco naturale Adamello Brenta, affronterà il tema della compatibilità dei cacciatori con le cariche amministrative di gestione degli animali selvatici e, più in generale, la relazione dei gruppi venatori con gli uffici caccia e pesca di regioni e province, che invece dovrebbero tutelare la fauna selvatica.