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Giovedì 30 gennaio 2020, ore 21, Auditorium Melotti di Rovereto. Giovedì 30 gennaio arriva a Rovereto (Auditorium Fausto Melotti, ore 21) LICIA LANERA, la signora punk del teatro italiano, e porta con sé tutta la cupa inquietudine della letteratura russa. “GUARDA COME NEVICA 1. CUORE DI CANE”, spettacolo tratto dal romanzo di Michail Bulgakov, sarà il protagonista del quinto appuntamento di Altre Tendenze, rassegna organizzata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara. Prodotto da Compagnia Licia Lanera, in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte, lo spettacolo vedrà in scena la stessa regista barese – recentemente compresa nei “30 nomi che contano a Bari” dal Corriere del Mezzogiorno – accompagnata dalla musica elettronica live eseguita da Tommaso Qzerty Danisi.

“Guarda come nevica 1. Cuore di cane” è il primo capitolo di una trilogia dedicata all’ispirazione letteraria che giunge dai testi e dagli autori russi. Il progetto, originariamente nato per il programma “Tutto esaurito!” di Rai Radio 3 e per questo caratterizzato dalla supremazia della componente sonora, porta in scena l’adattamento del romanzo di Michail Bulgakov. La storia, frequentemente paragonata a Frankenstein, racconta del professor Filippovic, andrologo e ginecologo impegnato in una ricerca sul ringiovanimento del corpo umano. Il caso farà incrociare le strade dello scienziato e di Pallino, cane randagio in procinto di morire di fame e di freddo nelle vie di Mosca. Il professore deciderà di trapiantare i testicoli e l’ipofisi di un uomo morto al cane, creando un ibrido bestiale e rendendolo in grado di parlare e di pensare come una persona.

Uno spettacolo in cui l’inconfondibile verve dell’attrice barese e la musica elettronica di Tommaso Qzerty Danisi riescono a scavare l’ossessione per la bellezza e la giovinezza della società odierna, raccontandone l’angoscia attraverso un’irreale esasperazione. «In Cuore di Cane è presente l’ossessione per la bellezza e la giovinezza, tema a me molto caro che ho ampiamente affrontato in TheBlack’s Tales Tour. – spiega Licia Lanera nelle note di regia – Il mio interesse sta nell’analizzare le conseguenze di questo fenomeno che riproduce una società narcisista e sola, sempre giovane, così giovane da legare la nostra coscienza a una chat di Facebook o a un paio di scarpe; allontanandoci sempre più dalla possibilità di assumere responsabilità reali».