Quarto appuntamento con le Altre Tendenze del Centro Servizi Culturali S. Chiara. Giovedì 16 gennaio arriva a Rovereto il lavoro di una tra le compagnie più interessanti del panorama nazionale contemporaneo, i SOTTERRANEO, impegnati con un testo che nel 2018 è stato premiato come spettacolo dell’anno ai Premi Ubu. Alle ore 21, sul palco dell’Auditorium Fausto Melotti di Rovereto, andrà in scena “OVERLOAD”, spettacolo ideato, prodotto e diretto dalla compagnia toscana, in coproduzione con Teatro Nacional D. Maria II – nell’ambito di APAP – Performing Europe 2020, Programma Europa Creativa dell’Unione Europea – con il contributo di Centrale Fies_art work space, CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG. In scena ci saranno Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini.

Un pesce rosso riesce a mantenere l’attenzione in modo continuativo per soli due secondi. E l’uomo? Immerso nel contemporaneo iperbombardamento di segni, anche l’essere umano rischia di non riuscire più a concentrarsi sulle emozioni degli altri. Partendo dal dramma personale e artistico di David Foster Wallace, i Sotterraneo presentano un gioco adrenalinico di link mentali che si connettono uno all’altro, al quale anche il pubblico è chiamato a partecipare in prima persona. Al monologo interiore dello scrittore americano si sovrappongono sfide interattive, interruzioni, collegamenti ipertestuali che trascinano l’attenzione in un flusso indistinto di discontinuità. La compagnia fiorentina, amatissima per l’energica ironia con cui travolge pubblico e critica, punta il dito contro la bulimia di informazioni superficiali dell’era digitale e il “sovraccarico” di stimoli al quale siamo costantemente sottoposti. Uno spettacolo specchio del nostro tempo che trascina nella risata e lascia l’amaro in bocca.

«Overload di Sotterraneo è “solo” la rappresentazione, ludica e agghiacciante, di un dato antropologico ormai conclamato: nell’era dei molteplici dispositivi digitali, la nostra soglia di attenzione si sta inesorabilmente abbassando e frammentando […]. Questi, in estrema sintesi, gli spunti di riflessione alla base del nuovo spettacolo di Sotterraneo, costruito come un gioco con la partecipazione degli spettatori, pieno di aguzza intelligenza quanto beffardo nel propinarci un ritratto non proprio rassicurante di come ci stiamo evolvendo (o involvendo?)», ha scritto Claudia Cannella su Hystrio.

Formatisi a Firenze nel 2005, i Sotterraneo sono nati come gruppo di ricerca composto da un nucleo autoriale fisso cui si affianca un cluster di collaboratori che variano a seconda dei progetti. Ogni loro lavoro è una sonda lanciata a indagare le possibilità linguistiche del teatro, luogo a un tempo fisico e intellettuale, antico e irrimediabilmente contemporaneo. Con opere trasversali e stratificate nella ricerca su forme e contenuti, Sotterraneo si muove attraverso i formati – dallo spettacolo frontale al site-specific passando per la performance – focalizzando le contraddizioni e i coni d’ombra del presente, secondo un approccio avant-pop che cerca di cantare il nostro tempo rimanendo in equilibrio fra l’immaginario collettivo e il pensiero più anticonvenzionale, considerando la scena un luogo di cittadinanza e gesti quotidiani di cultura che allenano la coscienza critica del pubblico, destinatario e centro di senso di ogni loro progetto.