Cooperazione internazionale: strumento di crescita, innovazione e sviluppo per una civiltà più/diversamente ricca, capace di fare i conti con le disuguaglianze, l’ambiente e la sicurezza.

Si è concluso oggi a Trento il sesto congresso nazionale del Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo (CUCS), rete di 30 atenei italiani attiva nella formazione e ricerca nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo.

La tre giorni dal titolo “Cittadinanza e beni comuni. Università e cooperazione per la sicurezza, l’ambiente e la sostenibilità dello sviluppo” è stata organizzata congiuntamente dall’Università di Trento e dal Centro per la Cooperazione Internazionale per facilitare la costruzione di reti, lo scambio reciproco, la sintesi di esperienze nell’ambito della cooperazione internazionale.

Attraverso sessioni parallele e plenarie, comunicazione con poster e tavole rotonde, l’evento ha portato universitari, operatori, amministratori pubblici, rappresentanti istituzionali, mondo del privato profit e non in Trentino quale occasione di riflessione e aggiornamento sui grandi temi dell’attualità globale.

Il quadro concettuale globale è l’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile, risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015. L’agenda internazionale sottolinea l’importanza di introdurre una prospettiva che parta dal locale per uno sviluppo concentrato sulle esigenze delle persone e dei territori, capace di interrogarsi sulla sua stessa sostenibilità.

Il contesto locale, inteso come un sistema sociale e ambientale in interazione, è un livello pertinente per costruire soluzioni di sviluppo integrate, strutturali e di lungo termine, in partenariato o stretta collaborazione con gli altri interlocutori a livello nazionale e internazionale, in una logica di governance multiattoriale e multilivello.

Il Trentino, forte della sua cultura cooperativa e della peculiare esperienza di autogoverno, ha fatto della cooperazione decentrata un banco di prova della sua autonomia, dandole un forte slancio e contribuendo in questo modo a sviluppare competenze pluriennali nell’ambito dell’approccio territoriale allo sviluppo.

Durante le plenarie sono intervenute anche le voci di organismi internazionali (UNDP, DG DEVCO), ricerca scientifica (Somali Studies International Association, Central European University), università e terzo settore (Università di Pavia, CISP), interrogandosi sulle priorità dell’Agenda italiana per lo sviluppo globale (UNDP, MAECI, AICS, AOI, Regione Veneto, Confindustria nazionale, Centro per la Cooperazione Internazionale e mondo universitario).

Alla cooperazione internazionale è stato generalmente riconosciuto un ruolo decisivo non solo per poter raggiungere i 17 obiettivi di giustizia sociale per tutti e l’accesso ai diritti universali, pur denunciando la mancanza di coerenza fra la politica e le azioni sia dentro ai singoli paesi che nel mondo globale, ma anche un ruolo importante nella formazione e apertura dei giovani, mentre dell’università si è richiamato l’importante ruolo di pensiero, innovazione e formazione, cerniera nel rapporto con il mondo dell’impresa.

I giovani – ben rappresentati nel convegno da energie positive e perspicaci – sono chiamati oggi a prendere parte alla complessa sfida globale, di fronte alla quale le conoscenze specialistiche non bastano più, ma vanno auspicabilmente rafforzate dall’apertura alla dimensione internazionale. Il mondo della cooperazione, in tal senso, può offrire quelle esperienze e competenze trasversali che permettono di inserirsi in contesti di lavoro complessi e di allargare lo sguardo all’interdipendenza globale, di mantenere un clima sociale consono a rapportarsi positivamente con l’Altro.

Hanno fatto da cornice ai lavori due serate con spettacolo teatrale per rafforzare la riflessione, con il contributo del progetto “Educare alla cittadinanza e alla salute globale”, co-finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS): Prossima fermata. Un racconto a tre voci sulla possibilità dell’esistenza di Lorenzo Maragoni, da un’idea di Amor Vacui e Medici con l’Africa-Cuamm, che si è tenuta al teatro San Marco il 19 settembre e Fenicotteri a Ventotene. Reading teatrale sulla nascita dell’Europa Unita di Maura Pettorruso, con Stefano Pietro Detassis e Maura Pettorruso, iniziativa dell’associazione Spazio Off di Trento che si è tenuta venerdì 20 nell’ex convento agostiniano di vicolo San Marco 1.

Il Comitato organizzatore locale del CUCS ha infine assunto l’impegno di mettere a disposizione nelle prossime settimane una declaratoria finale che sarà accessibile liberamente online, quale sintesi di quanto emerso nella tre giorni, sia in termini di aspetti propositivi che critici.

Il congresso è stato organizzato nell’ambito del progetto strategico UniTrento for Development (UniTrento4D), con il contributo di Comune di Trento, Casse Rurali, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e patrocinato da Comune di Trento, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Ministero per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Conferenza dei rettori delle università italiane.