Il quadro del sistema imprenditoriale trentino, tracciato in base ai dati forniti dal Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento, al 31 dicembre 2019 si compone di 50.846 imprese registrate (erano 50.844 a fine 2018) di cui 46.300 attive, confermando una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente.

Se si analizza la forma giuridica delle imprese considerate, ne emerge che alla fine di dicembre le società di capitale erano 11.088 con un tasso di crescita del 2,8% su base tendenziale. Questo tipo di società costituisce il 21,8% della struttura imprenditoriale trentina. Le imprese individuali, che continuano a rappresentare oltre la metà dello stock di imprese esistenti (il 55%), mostrano un lieve calo nella numerosità.

(-0,2%). Negativo anche il saldo delle società di persone (-1,8%) che con 10.568 unità rappresentano il 20,8% del totale delle imprese locali. Le altre forme giuridiche evidenziano una variazione negativa pari a -2,8% e, con 1.213 unità, rappresentano il 2,4% del totale complessivo.

Il settore economico di attività con il più alto numero di imprese si conferma essere l’agricoltura (11.960 imprese), seguito da commercio (8.347) e costruzioni (7.304). Il settore che negli ultimi dieci anni ha evidenziato il maggior incremento di imprese registrate è quello dei servizi alle imprese (+22,3%).

Sono 12.176 le unità che operano in ambito artigianale su un totale complessivo di 50.846 attività registrate e il settore delle costruzioni con 5.223 unità risulta essere quello prevalente.

Con riferimento alla distribuzione delle imprese sul territorio provinciale, il 20,6% ha sede nella Valle dell’Adige e in particolare nel comune capoluogo, segue la Vallagarina con il 14,7%, la Val di Non con l’11,8%, l’Alto Garda e Ledro con l’8,5% e l’Alta Valsugana e Bersntol con l’8,2%.

In Trentino le imprese femminili sono 9.190 e incidono sul totale per il 18,1%, le imprese guidate da titolari stranieri sono 3.541, il 7%, mentre le imprese giovanili sono 4.833, pari al 9,5% del dato complessivo.

Da un confronto con i corrispondenti dati extra-provinciali, risulta che la provincia di Trento presenta una minore incidenza di imprese guidate da donne o da persone nate all’estero, mentre quelle giovanili sono più rilevanti in termini relativi rispetto al Nord Est (7,4%) e all’Italia (9,2%).

Prosegue inoltre il confortante dato che segnala il calo delle aperture di procedure fallimentari. Nel 2016 si registravano 145 casi, successivamente ridotti a 98 nel 2017, 71 nel 2018 e 61 lo scorso anno.

Nel 2019, inoltre, si conferma la particolare vocazione del nostro territorio a realizzare nuove iniziative imprenditoriali nell’ambito dell’innovazione tecnologica e dei servizi avanzati. La provincia di Trento, infatti, mantiene il primo posto in Italia per rapporto tra start-up innovative e totale imprese (35,4 ogni 10mila imprese).

“Non possiamo non considerare – ha commentato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – che al 31 dicembre 2019 le imprese iscritte al Registro camerale erano solamente 2 in più rispetto alla fine del 2018 e che oggi, rispetto al 2006, mancano all’appello più di 3mila unità. Si tratta di un andamento che avvicina la nostra struttura imprenditoriale a quella del Nord Est e dell’Italia, ma che da noi è controbilanciato da fattori positivi come il calo dei fallimenti, la predisposizione a innovare, l’evoluzione verso forme giuridiche più strutturate.

In questo contesto, credo sia necessario capire se le politiche al sostegno delle nuove iniziative d’impresa debbano essere potenziate o riviste, anche radicalmente, ma soprattutto va reso complessivamente più semplice il “fare impresa”, introducendo misure in grado di alleggerire il carico burocratico e fiscale che grava sul nostro sistema economico”.