Cavada: “L’importanza del comparto turistico/sciistico” Sono perfettamente consapevole delle criticità sanitarie determinate, anche in questa seconda ondata, dalla pandemia. La mia non vuole quindi essere una critica polemica al governo nazionale; ciò nonostante, sono convinto che l’esecutivo guidato dal premier Conte debba ravvedersi e decidere finalmente e veramente di dialogare con le regioni – penso in particolare a Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli e naturalmente alle Province Autonome di Trento e Bolzano – interessate e coinvolte dalla ventilata ipotesi dello stop degli impianti sciistici.

Considero importante, anzi urgente, un dialogo governativo coi territori su tale argomento perché vietare l’apertura degli impianti sciistici sarebbe un dramma, con conseguenti immensi se non irreversibili danni per le nostre valli che, come noto, hanno un’economia che si regge proprio sul comparto turistico e sciistico. Motivo per cui è prevedibile che, senza la stagione sciistica, per tutto il settore turistico alberghiero e la ristorazione nonché per negozi, noleggi ed appartamenti in affitto ma soprattutto il personale impegnato in tale settore sarebbe una catastrofe.

Da parte sua la Giunta sta facendo il possibile come provano, in questa legge finanziaria, la previsione, da un lato, di contributi a parziale ristoro dei costi sostenuti dagli operatori economici che hanno già accusato una significativa riduzione del fatturato rispetto alla stagione invernale 2019-2020 e, dall’altro, di incentivi all’assunzione di personale stagionale attraverso la concessione di contributi agli operatori economici del settore; il tutto con un impegno di oltre una dozzina di milioni di euro. Lo sforzo provinciale quindi c’è, ma è chiaro che da solo non può bastare e anche il governo deve fare la sua parte, evitando limitazioni e divieti dalle conseguenze economiche tragiche.

Sottolineo questo, si badi, nella piena consapevolezza che comunque al momento la prima priorità è rallentare ed invertire la curva dei contagi, per dare tregua ai nostri pronti soccorso ed ospedali, non mandando in tilt il sistema sanitario impegnato nel fronteggiare questa pandemia. Tuttavia non va dimenticato neppure l’aspetto economico che contrassegna da sempre il nostro Trentino; in proposito, ringrazio per il gran lavoro fatto dall’Assessore al turismo Failoni nella stesura del protocollo in sede di Conferenza delle Regioni e Province Autonome le quali hanno approvato, con delle linee guida, l’utilizzo in sicurezza degli impianti per garantire l’apertura della stagione.

Tale protocollo, voglio ricordarlo, prevede già forti limitazioni nel numero di ski pass, nella capienza al 50% degli impianti al chiuso, nei distanziamenti e nell’obbligo della mascherina, con tanto di controlli severi in ogni luogo dove possano crearsi rischi di assembramenti. Perché, allora, non partire da queste misure per aiutare la stagione invernale delle nostre valli? Non dimentico e non sottovaluto, ripeto, la stagione invernale; ma oltre all’aspetto sanitario c’è anche quello economico e credo che, come istituzioni, possiamo, anzi dobbiamo, dare una speranza concreta al nostro Trentino affinché si possa superare questa pandemia gettando già ora le basi anche imprenditoriali ed occupazionali per una ripartenza quanto mai urgente.

 

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Cons. Gianluca Cavada