PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 14)

Sanità: Lega Trento, breast unit fondamentali per cura e prevenzione tumore donne ma poche in Italia. Presentata interrogazione a ministro Speranza.

“Questa settimana abbiamo depositato, con il supporto di tutti i commissari Lega della Commissione Sanità che ringraziamo, un’interrogazione scritta al ministro della salute, Roberto Speranza, in merito alle breast unit per sapere quale sia l’effettivo stato di attuazione e diffusione sul territorio italiano; se e quali provvedimenti intenda adottare per assicurare l’effettiva multidisciplinarietà e realizzare una migliore presa in carico delle pazienti; se e quali provvedimenti intenda adottare per ampliare il tavolo delle breast unit con la partecipazione di specialisti delle cure palliative che possano prendersi carico delle cronicità e, in particolare, delle donne metastatiche.

Secondo il rapporto «I numeri del cancro in Italia», nato dalla collaborazione consolidata tra diverse associazioni nazionali, il tumore al seno (o carcinoma mammario) costituisce la prima causa di morte oncologica per le donne nelle diverse età della vita. Per lo screening, la diagnosi e la presa in carico multidisciplinare delle pazienti affette da tumore al seno, sono stati istituiti i Centri di Senologia, comunemente noti come breast unit.

Una breast unit che operi in modo corretto deve possedere un data-base gestito da un data-manager, deve assicurare l’attuazione di riunioni multidisciplinari e la formazione degli studenti, favorire progetti di ricerca e consentire un audit annuale sul centro stesso. È ormai dimostrato che le donne in trattamento presso le breast unit presentano una percentuale di sopravvivenza più alta rispetto alle pazienti che si rivolgono a strutture non specializzate e hanno una migliore qualità di vita. Il 18 ottobre 2016, anche a fronte di tali evidenze, il Parlamento europeo ha approvato una Risoluzione con la quale ha raccomandato agli Stati membri di assicurare la costituzione, entro il 2016, di breast unit interdisciplinari. Analoghi impegni sono stati presi anche dal Parlamento italiano.

Nel 2011 la XII Commissione permanente del Senato ha svolto un’indagine conoscitiva nell’ambito della quale si è rimarcata, nella lotta al tumore alla mammella, la necessità di implementare le breast unit oggi, nonostante gli impegni presi, si ritiene che siano state attuate solo parzialmente e con risultati non uniformi nelle diverse regioni. È quindi necessario realizzare una piena multidisciplinarietà che spesso manca. Occorre assicurare all’interno della struttura la presenza di oncologi, chirurghi senologi, radiologi, tecnici di radiologia, infermieri, fisioterapisti, radioterapisti, chirurghi plastici esperti di informatica per la raccolta dati, psico-oncologi, genetisti, esperti di medicina nucleare e un rappresentante delle associazioni di pazienti. Il progetto “La Salute un bene da difendere, un diritto da promuovere”, coordinato da Salute Donna Onlus, al quale ha aderito l’Intergruppo parlamentare nazionale di cui facciamo parte, si occupa anche della promozione dell’approccio multidisciplinare e del lavoro di équipe con l’obiettivo di migliorare il benessere psico-fisico del paziente oncologico”.

Così i deputati trentini della Lega Vanessa Cattoi (prima firmataria dell’interrogazione), Diego Binelli, Martina Loss e Mauro Sutto.