Forse ci eravamo sbagliati. Non è vero che la politica della Lega pensa prima ai trentini e ai loro presunti valori tradizionali. La Lega è multiculturale e cosmopolita, aperta ad altre religioni e culture. Dopo la prima onorevole leghista buddista, adesso l’assessore Bisesti chiama a coordinare i “Forum della cultura” (che dovranno tracciare le linee programmatiche della politica culturale provinciale) un giornalista e scrittore convertitosi da qualche anno alla fede islamica, Pietrangelo Buttafuoco, che ora si chiama Giafar al-Siqilli.

In realtà è stato Sgarbi a consigliare a Bisesti il nome di Buttafuoco: probabilmente l’assessore ignorava la storia di questo personaggio, nostalgico del fascismo che non nasconde di amare Mussolini, contiguo a Casa Pound, ospite quasi fisso di vari talk show per le sue doti di provocazione. Sono contento perché forse Buttafuoco spingerà affinché si costituisca una moschea anche in Trentino. Su questo lo appoggeremo senza riserve. Ma farà davvero così?

Questa nomina di un personaggio sicuramente avulso da qualsiasi tradizione liberale e democratica, trentina e non, conferma una preoccupante deriva autoritaria, lontanissima dalla nostra visione. La Giunta ha forse appaltato a Sgarbi l’intera politica culturale del Trentino? È possibile non consultare nessun protagonista della vita culturale trentina che da anni lavora con successo in questo settore?

 

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Piergiorgio Cattani
Presidente di FUTURA – Partecipazione e Solidarietà